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Niente multa a chi chiede l’elemosina: Mattarella annulla l’ordinanza

Il presidente della Repubblica ha accolto il ricorso straordinario proposto dall'associazione 'Avvocato di strada' contro un'ordinanza del sindaco di Molinella
giornale dei comuni

In Italia non si può multare chi chiede l’elemosina senza dare fastidio a nessuno. Il principio è stato ribadito dalla prima sezione del Consiglio di Stato che ha accolto un ricorso straordinario proposto alla Presidenza della Repubblica dall’Associazione Avvocato di strada che fornisce tutela legale gratuita alle persone senza fissa dimora. Il ricorso era stato presentato contro un’ordinanza – emessa nel 2015 dal sindaco (espressione del Pd) Dario Mantovani del Comune di Molinella in provincia di Bologna.

Una sentenza dall’esito diverso rispetto a quello avuto sull’ordinanza anti-elemosina firmata dal sindaco di Pordenone Alessandro Citriani. Nel dicembre scorso il Tar del Fvg aveva infatti dato ragione al Comune sul provvedimento firmato da Ciriani in cui si vietava l’elemosina e si prevedevano multe da 50 a 500 euro, oltre al sequestro del ricavato della questua.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in questa occasione, ha accolto il ricorso straordinario proposto dall’associazione Avvocato di strada contro un’ordinanza, firmata dal sindaco di Molinella, un piccolo comune della Provincia di Bologna. A renderlo noto è la stessa Associazione in una nota.

“Un conto è importunare la gente con comportamenti insistenti o violenti: per casi come questi – sottolinea l’avvocato Fabio Iannacone, volontario dell’Associazione Avvocato di strada e firmatario del ricorso – la legge italiana prevede già delle sanzioni. Ma perché multare anche chi semplicemente chiede l’elemosina seduto in silenzio e magari con gli occhi bassi per pudore? Lo vogliamo punire perché è povero?”.

“Chi chiede l’elemosina – aggiunge il presidente dell’Associazione Avvocato di strada Onlus Antonio Mumolo – generalmente lo fa perché non ha nessuna altra possibilità. Spesso sono persone che hanno semplicemente perso il lavoro e che sono finite in strada perché prive di qualsiasi reddito. Se gli si fa una multa non li si toglie dalla strada, semplicemente si aggrava ancora di più la loro situazione”.

“Con il ricorso abbiamo chiesto al Presidente della Repubblica della Repubblica di annullare l’ordinanza e con nostra grande soddisfazione il Capo dello Stato ha accolto le nostre ragioni, l’ordinanza è stata ritenuta illegittima e quindi è stata annullata”, aggiunge il presidente.

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