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L’Europarlamento alza i limiti delle emissioni dei veicoli

Raddoppiati i limiti delle emissioni per le auto. Bocciata la proposta della Commissione Ambiente.
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La salute prima di tutto. No, non sempre. Con 323 voti contrari, 317 a favore e 61 astensioni  il Parlamento europeo ha respinto la mozione della Commissione Ambiente che chiedeva maggiori restrizioni per i test sulle emissioni prodotte dagli autoveicoli in condizioni reali di guida (RDE), rispetto al regime transitorio che aveva proposto la Commissione europea.

E’ passata quindi una modifica che stabilisce al rialzo il tetto delle emissioni di NOx sollevandone la soglia del 110% rispetto a quello che era stato stabilito prima del diesel-gate. “Un risultato importante – ha detto il responsabile Anfia – che coniuga i benefici ambientali del nuovo approccio nel calcolo dei limiti alle emissioni dei veicoli con i tempi minimi necessari all’industria auto motive per adeguarsi”. E per il segretario generale dell’Acea “questo regolamento rappresenta una sfida per le industrie alla luce dei nuovi standard che sarà molto difficile raggiungere in un breve lasso di tempo”. Per Francesco Ferrante, vicepresidente del Kyoto Club è invece una scelta inaccettabile: “Uno schiaffo all’idea di un’Europa vicina alle persone, capace di difendere interessi concreti e non solo percentuali sul debito”. Stando al parere della Commissione europea l’aumento dei limiti di oggi può essere compreso alla luce della necessità di considerare i dubbi tecnici relativi all’uso dei nuovi dispositivi portatili di misurazione delle emissioni, così come i limiti tecnici per il miglioramento (nel breve periodo) della prestazione in condizioni reali di guida del rilevamento delle emissioni per le auto diesel attualmente prodotte.

La nuova direttiva consente alle auto diesel Euro 6 di sforare senza conseguenze i limiti di emissione. Nella prima fase i produttori delle autovetture dovranno ridurre il divario ad un “fattore di conformità” di massimo 2,1 (110%) per i nuovi modelli entro settembre del prossimo anno e per i nuovi veicoli entro settembre 2019, mentre nella seconda fase la forbice dovrebbe essere ridotta fino ad un fattore di 1,5 (50%), considerando i margini di errore tecnico entro gennaio 2020 per tutti i nuovi modelli (ed entro gennaio 2021 per tutte le nuove macchine).

Molti i dubbi, inconciliabili le diverse posizioni. Sebbene, infatti, l’azoto venga considerato un gas inerte a temperatura ambiente, per contro, ad elevate pressioni ed ipertermie nella camera di combustione forma i NOx, proprio quei gas inquinanti che dovrebbero essere ridotti per poter rientrare nei parametri Oms legati alla salute. Ed è dall’Organizzazione mondiale della sanità che arriva la sollecitazione ai governi di migliorare la qualità dell’aria delle città al fine di tutelare la buona condizione delle persone attraverso linee d’indirizzo basate su solide evidenze scientifiche che forniscono indicazioni in relazione ai livelli d’inquinamento altamente nocivi. Ma non sempre la salute viene prima di tutto, in questo caso sono le lobby automobilistiche ad aver avuto l’ultima parola.

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