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In Emilia Romagna una nuova legge di riforma urbanistica

Taglio a nuove previsioni di espansione, rigenerazione urbana e adeguamento sismico con regole più semplici, legalità e trasparenza
giornale dei comuni

In Emilia Romagna è stata fissata una quota massima del 3% di espansione per ogni comune, passando dagli attuali 250 chilometri quadrati previsti nei piani comunali regionali, a 70 chilometri quadrati. Un cambiamento culturale che guarda ad un diverso modello di sviluppo urbano. In nome del consumo di suolo a saldo zero, della riqualificazione dell’esistente e della rigenerazione parte il progetto della nuova legge urbanistica presentato il 3 novembre in Commissione Territorio e Ambiente, alla vigilia del mese di confronto sul testo con i territori, gli amministratori locali, le associazioni di categoria e i professionisti del settore edilizio.

La proposta di legge è tesa a ridurre le previsioni di nuove costruzioni al di fuori dei territori già urbanizzati, fissando al tempo stesso nuove regole per la pianificazione dei Comuni e per favorire la qualità dei progetti di trasparenza e legalità. Negli attuali piani comunali in Emilia Romagna sono previsti 250 chilometri quadrati di espansione urbanistica, l’equivalente di quasi due volte la città di Bologna. La nuova legge stima, fissandola ad un limite massimo del 3%, l’espansione per ogni Comune. Il consumo di suolo entro la suddetta percentuale sarà consentito soltanto per i nuovi insediamenti produttivi, per l’edilizia residenziale sociale e per le nuove abitazioni collegate a progetti di rigenerazione urbana.

“Con questa proposta di legge – ha detto l’assessore regionale alla Programmazione territoriale, Raffaele Donini, – che la Giunta intende approvare entro la fine dell’anno per consegnarla poi alla discussione in Assemblea legislativa, si apre un cantiere di confronto e di dialogo con i territori e con il mondo produttivo, associazioni e professionisti. Proponiamo una svolta culturale sul nostro modello di sviluppo, non più basato sull’espansione e sul consumo di suolo, ma sulla rigenerazione della nostra città e l’adeguamento sismico degli edifici. Pensiamo ad una pianificazione semplice, veloce e trasparente, che consenta al territorio uno sviluppo sostenibile sbarrando la strada alla corruzione e alle infiltrazioni mafiose”.

La centralità del progetto di legge si riferisce ai forti incentivi alla rigenerazione urbana e efficientamento energetico. Nel testo, infatti, sono previsti per progetti di rigenerazione urbana contributi regionali diretti (i primi saranno 30 milioni di euro inseriti nell’accordo in via di approvazione fra Regione e Governo per l’utilizzo dei fondi FSC), l’esonero dal contributo straordinario, la riduzione di almeno il 20% del contributo di costruzione, incentivi volumetrici legati alla qualità del progetto, oltre a procedure più veloci e snelle.

 

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