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Il borgo di Orvinio, un paradiso naturalistico

Alla scoperta di uno de “i Borghi più belli d’Italia”
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Situato a 840 metri s.l.m., Orvinio è il più alto centro abitato del Parco regionale dei Monti Lucretili. Il nome attuale deriva dall’antica Città italica di Orvinium, che fu completamente distrutta prima dell’anno mille. Successivamente prese il nome di Canemorto. L’etimologia del nome è controversa.

La più accreditata narra che, sul principio del secolo IX, la Valle Muzia sia stata teatro di una grande disfatta dei Saraceni per opera di Carlo Magno, dalla strage dei quali prese il nome di “Canimorti”, poi trasformato in “Canemorto”. Altra ipotesi è che Carlo Magno diede questo nome in onore di un suo comandante caduto in battaglia che si chiamava “Can”, da qui il “Can è morto”. Una terza teoria fa riferimento al grido di sollievo del popolo dopo la morte di un antico ed odiato

tiranno: “Il cane è morto!”. Ma questo paese in realtà non ha nulla di lugubre, anzi. Situato com’è tra le montagne, rappresenta un’oasi di pace e tranquillità a poco più di un’ora d’auto dalla caotica Roma. Canemorto non esiste più. Ha cambiato nome in Orvinio nel 1863, tornando alle sue antiche origini.

Lungamente dominato dai Benedettini di Santa Maria del Piano, il centro è stato successivamente feudo degli Orsini, dei Muti e, con il titolo di Ducato, dei Borghese. Nell’800 fece parte dello Stato Pontificio e fu sede di Governo e residenza del Governatore.

Orvinio oggi è un paesino di circa 470 abitanti, tra i più piccoli Comuni della provincia di Rieti, meta preferita per salubri soggiorni montani. Sorge su un colle ai piedi di un castello ben conservato, attualmente trasformato in residenza patrizia, che, da un’alta roccia, domina l’intero

Paese. La rocca risale al XVI secolo ed appartiene al Casato dei marchesi Malvezzi-Campeggi. Graziosi giardini circondano il maniero. Tutt’intorno si è sviluppato il resto del paese. Il borgo medievale, da cui si accede attraverso un grande arco, conserva ancora tutto il suo antico fascino.

A circa 2 Km dal centro abitato si trovano la Chiesa ed il monastero di Santa Maria del Piano, che la leggenda vuole fondati da Carlo Magno in segno di gratitudine per la vittoria sui Saraceni. Orvinio si vanta di essere la patria del celebre pittore Vincenzo Manenti (1600-1674). Per la cronaca, sono “orviniesi” anche Loretta Goggi e il conduttore televisivo Tiberio Timperi, nati a Roma ma da genitori orviniesi.

Il Parco regionale dei monti Lucretili, del quale Orvinio rappresenta la porta d’accesso, ha una superficie di circa 18.000 ettari ed è situato tra la valle del Tevere e quella dell’Aniene, sulla propaggine meridionale del gruppo dei monti Sabini. Il Parco conserva numerose testimonianze della presenza dell’uomo fin dai tempi antichi. Nell’area si sono avuti ritrovamenti che vanno dal paleolitico fino all’età del ferro, dall’epoca romana al medioevo. Tutto il territorio è ricoperto da unafolta vegetazione spontanea comprendente piccoli gruppi di cerri misti a ornielli, di aceri e di querce.

Un vero paradiso naturalistico.

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