L’Europa del turismo continua a muoversi in massa negli stessi mesi. Nel 2025, il 31% dei pernottamenti complessivi nelle strutture ricettive dell’Unione Europea si è concentrato tra luglio e agosto. La tendenza riguarda l’intero territorio, guidata da un mix di fattori climatici, posizioni geografiche e consuetudini sociali, come il calendario delle vacanze scolastiche.
I dati diffusi da Eurostat mostrano differenze profonde tra i vari Stati membri. La Croazia registra la stagionalità più marcata, con il 54% delle presenze annuali schiacciate nel bimestre estivo. A breve distanza la Bulgaria (43%) e la Grecia (42%), dove l’economia turistica resta legata al mare e alla bella stagione. Sul fronte opposto si posizionano paesi con flussi più distribuiti o legati ad altre forme di viaggio: a Malta la quota di luglio e agosto scende al 22%, mentre Germania e Finlandia si attestano sul 24%.
Il divario tra i periodi di picco e i mesi più freddi emerge nel confronto diretto tra i singoli periodi dell’anno. Ad agosto, il mese più affollato del 2025 in tutta l’Unione, i pernottamenti sono stati 4 volte superiori rispetto a gennaio, il mese con la minore affluenza. In alcune destinazioni questo distacco diventa abissale: in Croazia le presenze di agosto sono state 41 volte superiori a quelle di gennaio, mentre in Grecia il rapporto è stato di 20,5 a 1.
I dati, estratti dall’approfondimento di Statistics Explained article on seasonality in the tourist accommodation sector., accompagnano il debutto della prima serie di indicatori europei armonizzati sulla sostenibilità del turismo. Con questo nuovo strumento, Eurostat punta a monitorare non solo i volumi economici, ma anche l’impatto della pressione antropica sui territori, dove la gestione della stagionalità rappresenta una delle sfide principali per il futuro del settore.
Fonte: Eurostat