Venerdì 17 luglio 2026
Venerdì 17 luglio 2026

Società consociata

Home > Enti e Personale > Enti Locali > Decreto Interno-MEF: ripartiti 220 milioni ai Comuni per coprire l’aumento delle indennità

Decreto Interno-MEF: ripartiti 220 milioni ai Comuni per coprire l’aumento delle indennità

Il provvedimento assegna le risorse per il 2025 agli enti locali delle regioni a statuto ordinario per sostenere i maggiori costi degli amministratori
giornale dei comuni

Il Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha emanato il decreto che ripartisce 220 milioni di euro per il 2025 tra i Comuni delle regioni a statuto ordinario, destinati a coprire i maggiori oneri legati all’aumento delle indennità di funzione degli amministratori locali.

Il provvedimento, firmato il 5 febbraio 2026 e registrato dalla Corte dei Conti il 20 marzo, dà attuazione alla normativa introdotta con la legge di bilancio 2022, che ha rideterminato i compensi dei sindaci in rapporto a quelli dei presidenti di Regione, modulandoli in base alla popolazione dei Comuni. Dopo una fase di applicazione graduale, il nuovo sistema è ora pienamente operativo.

Le risorse servono a sostenere gli enti locali nell’adeguamento delle indennità non solo dei sindaci, ma anche di vicesindaci, assessori e presidenti dei consigli comunali, i cui compensi sono collegati a quelli dei primi cittadini.

Il fondo, istituito nel 2019 e progressivamente incrementato negli anni, raggiunge così per il 2025 una dotazione aggiuntiva di 220 milioni di euro. La distribuzione avviene secondo criteri definiti negli allegati tecnici al decreto.

Particolare attenzione è riservata ai piccoli Comuni con meno di 3.000 abitanti, che ricevono risorse ulteriori rispetto a quelle già assegnate in precedenza.

Il decreto stabilisce inoltre che i fondi dovranno essere utilizzati esclusivamente per coprire i maggiori costi derivanti dall’incremento delle indennità. Le somme eventualmente non utilizzate dovranno essere restituite allo Stato. Per il 2025, i contributi sono riconosciuti anche ai Comuni che abbiano scelto di rinunciare, in tutto o in parte, agli aumenti, a condizione che le risorse siano comunque destinate a tali finalità.

Il provvedimento è in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Maggiori informazioni nella nota del Dait

Articoli Correlati

concorsi garduatorie pubblico impiego

Concorsi pubblici, niente equiparazione retroattiva tra servizio civile nazionale e universale

Il Consiglio di Stato chiarisce che la riserva del 15% dei posti prevista per gli operatori del servizio civile universale non poteva essere estesa per via interpretativa al servizio civile...
herobanner 1920x628 01

Minerva, la piattaforma per una gestione delle risorse umane basata sulle competenze nella PA

Il nuovo portale del Dipartimento della funzione pubblica integra banca dati, strumenti di assessment e funzioni digitali per supportare programmazione, formazione e sviluppo del personale....
tribunale

Rimborso delle spese legali, il giudice amministrativo può determinare direttamente l’importo spettante al dipendente pubblico

L'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato chiarisce l'estensione dei poteri decisori nei giudizi sull'art. 18 del D.L. n. 67/1997, superando il mero annullamento degli atti viziati...

ANCI Risponde