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Bologna recluta giovani universitari per il restyling della città

I progetti selezionati rimandano all’immagine di una comunità studentesca pienamente inserita nel tessuto associativo e partecipativo della città
giornale dei comuni

Sono dieci i finalisti di Futuro prossimo, il bando dedicato ad attività e iniziative promosse dagli studenti nei quartieri di Bologna, patrocinato da Fondazione per l’Innovazione Urbana, dal Comune di Bologna e da Istituzione Biblioteche con il supporto dell’Ateneo del capoluogo emiliano. Dopo aver collezionato 86 proposte progettuali, il bando si conclude con dieci progetti selezionati e pronti a partire nei quartieri di Bologna. Il contest ha preso il via lo scorso anno muovendo dalla scelta di destinare i fondi del premio Engaged Cities ricevuto dalla città di Bologna nel 2018, allo sviluppo di progetti ideati dagli studenti universitari.  L’avviso pubblico si colloca all’interno del Patto per la Lettura e ha subito raccolto adesioni entusiastiche.

Riconoscendo l’alta qualità di tutti i piani presentati e per non disperdere la grande creatività emersa, la commissione ha selezionato sei idee vincitrici, una per quartiere, nonchè quattro premi speciali, individuati sulla base dei temi affrontati, le comunità intercettate e la sinergia con attività già in essere sul territorio. I progetti selezionati rimandano all’immagine di una comunità studentesca pienamente inserita nel tessuto associativo e partecipativo della cittadinanza bolognese, che ne fanno una componente essenziale del territorio. Le iniziative si concentrano e fanno emergere temi centrali per la città e i suoi abitanti e propongono di attivare strumenti e pratiche di grande importanza per coinvolgere cittadini e comunità di diversa natura sociale e culturale nell’affrontare le sfide urbane contemporanee.

Tra i lavori che si sono distinti troviamo: una sala studio serale autogestita e autocostruita nel quartiere Savena; un laboratorio per la redazione condivisa di un vocabolario de coloniale; un progetto artistico (un “docu-musical”) realizzato da studenti e adolescenti tra la biblioteca e il centro sociale anziani Villa Bernaroli; un gruppo di lettura nel carcere Dozza, attività per dare voce e creare nuovi immaginari territoriali con comunità migranti, seconde generazioni e adolescenti del quartiere Pilastro.

 

 

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