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Anac chiarisce le regole per l’affidamento diretto degli impianti sportivi

Associazioni e società sportive senza fini di lucro possono gestire impianti locali senza gara pubblica, ma solo in specifiche condizioni e con motivazione dettagliata dell’ente
giornale dei comuni

L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha fornito chiarimenti sulla nuova normativa riguardante costruzione, ammodernamento e gestione degli impianti sportivi (articolo 5 del decreto legislativo n. 38/2021). Il comunicato del Presidente n. 4, approvato l’11 marzo 2026, spiega quando è possibile ricorrere all’affidamento diretto ad associazioni e società sportive senza fini di lucro.

Possono presentare progetti per rigenerare, riqualificare o ammodernare un impianto, corredati da un piano di fattibilità economico-finanziaria, solo se finalizzati a favorire aggregazione e inclusione sociale e giovanile. L’ente locale può affidare gratuitamente la gestione dell’impianto solo se riceve una sola proposta conforme e il valore dell’affidamento resta sotto la soglia comunitaria. La durata del contratto deve essere proporzionata all’entità dell’intervento e comunque non inferiore a cinque anni.

L’Anac sottolinea che l’affidamento diretto costituisce una deroga all’evidenza pubblica e richiede motivazione adeguata da parte dell’ente, con indicazione di tutti i presupposti richiesti. L’affidamento deve avvenire tramite piattaforma digitale certificata e non necessita di qualificazione, salvo nei casi di selezione comparativa strutturata. Il principio si applica anche alle concessioni quando la legge consente l’affidamento senza gara.

Il Comunicato del Presidente

Comunicato del Presidente n. 4 del 11 marzo 2026.pdf0.19MB

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