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12° Convegno nazionale Asstra, Roncucci: un bilancio in chiaroscuro

Il Tpl (trasporto pubblico locale) deve voltare pagina e «passare da imprese che erogano servizi a imprese che producono servizi»
giornale dei comuni

Il 12 e il 13 novembre scorsi, si è tenuto a Cagliari il XII Convegno Nazionale ASSTRA “Trasporti Pubblici Locali: la svolta dietro l’angolo? luci, ombre e proposte per il TPL”.
A tal proposito, il Presidente dell’Asstra – l’associazione che raggruppa le società e gli enti del trasporto pubblico locale – Massimo Roncucci, ha rilasciato un’intervista al quotidiano l’Avvenire, dalla quale emergono una serie di questioni. Tra temi particolarmente urgenti troviamo la legge sulla riforma del settore, che ‘staziona’ nei palazzi romani da diverso tempo. Al riguardo, il Presidente si aspetta “per prima cosa, scelte chiare che facciano diventare, anche in Italia, quello che il Tpl è in altri paesi europei: un volano essenziale per l’economia e la qualità della vita nelle nostre città. La riforma deve stimolare e guidare un vero cambiamento che passi dall’avvio di processi concorrenziali. Abbiamo bisogno di risorse certe e indicizzate, che vengano assegnate in modo trasparente ed equo, per questo c’è bisogno di una definizione chiara dei costi e dei ricavi standard, assieme ai criteri per la definizione di un livello adeguato di servizi di trasporto. È da qui che passa un vero e proprio processo di efficientamento delle imprese e del nostro sistema. Ci attendiamo in tal senso segnali positivi, pronti a fare la nostra parte come imprese nell’accettare la sfida del cambiamento”.
In merito all’arrivo sul mercato dei grandi gruppi stranieri, Roncucci, non ha nessuna pregiudiziale, “purché ciò avvenga nel pieno rispetto delle regole e dei requisiti richiesti. Siamo a favore di una concorrenza regolata per il mercato, in cui sia valorizzato il concetto di rete, favorendo una compensazione tra servizi profittevoli e meno. Come pure non concordiamo con quelle istituzioni che scelgono, per ragioni non trasportistiche ma politiche, di mettere a gara lotti di ambito regionale che non favoriscono un vero processo concorrenziale. Per questo preferiamo dei lotti di dimensioni più ridotte che rendano possibile la competizione di più operatori e non ne blocchino l’accesso. In una parola, esattamente quello che ha detto l’Antitrust in diverse occasioni a proposito di gare nel Tpl”.
Nell’anno 2013 il 34% delle aziende era in perdita e solo un anno dopo quest’anno il 77% è in attivo, “Questo dato – continua Roncucci- conferma che lo stato di salute delle nostre imprese non è quello che spesso viene dipinto dall’esterno, tanto più che le perdite sono concentrate in pochissime aziende. Il risultato è il frutto di un impegno serio delle imprese nel mettere in atto delle politiche di gestione con un’impronta più industriale, dove al centro, insieme all’economicità aziendale, ci sono anche l’efficienza della produttività, il cittadino-cliente e quindi la qualità dei servizi erogati. Come Asstra continueremo a sostenere questo imprescindibile cambio di mentalità da parte dei nostri associati. L’abbiamo detto: la sfida del cambiamento noi l’accettiamo, adesso la palla passa alla politica. A ognuno il proprio mestiere e fatto bene”.

Un bilancio in chiaroscuro dunque, quello che emerge dal 12° Convegno nazionale Asstra, infatti, il quadro di incertezze riscontrate negli anni passati, è stato confermato. Le difficili situazioni del Tpl in grandi aree e i problemi del trasporto ferroviario locale non aiutano la crescita. Alla questione delle liberalizzazioni, vanno ad aggiungersi le nuove forme di trasporto in condivisione come il car sharing, che non hanno ancora dati sufficienti per capire le dinamiche del mercato. Così come sono da esplorare le possibilità di nuove motorizzazioni verdi sia nel Tpl sia nel privato. Certo è che il biennio 2013-2014 ha registrato un meno 26% nelle immatricolazioni di nuovi autobus. Non facile invertire un trend che l’anno scorso ha messo ancora in luce lo strapotere delle auto: le quote tra le modalità motorizzate infatti sono 81,1% l’auto, 14,6% i mezzi pubblici e 4,3% i motocicli, anche se l’uso dei mezzi pubblici ha guadagnato un punto percentuale rispetto all’anno precedente.

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