Venerdì 5 giugno 2026
Venerdì 5 giugno 2026

Società consociata

Home > Territorio e Ambiente > Energia e Ambiente > Ue: via libera a 5,4 miliardi per piano rinnovabili in Italia

Ue: via libera a 5,4 miliardi per piano rinnovabili in Italia

Serviranno per rispettare obiettivi clima
giornale dei comuni

Nel mondo ogni Paese deve fare i conti con inquinamento, riscaldamento globale e conseguenze dei cambiamenti climatici. Chi annuncia lo stato di “emergenza climatica” e chi non crede ancora al cambiamento climatico. Chi punta tutto sulle rinnovabili e chi ha dichiarato guerra alla plastica monouso.

Gli obiettivi dell’Unione Europea sono elencati nel quadro per il clima e l’energia 2030, che prevede una riduzione di almeno il 40% delle emissioni di gas serra entro 11 anni. Che poi i singoli Stati ci riescano, è tutto da vedere. In questo contesto l’Italia gioca le sue carte.

La Commissione europea, infatti, ha dato oggi il via libera al piano di aiuti, del valore complessivo di 5,4 miliardi, messo a punto dall’Italia per agevolare l’utilizzo delle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica. Il piano, ha commentato la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, “è in linea con gli obiettivi Ue per l’ambiente e le regole europee sugli aiuti di Stato”.

La luce verde giunta da Bruxelles riguarda il piano con cui l’Italia fino al 2021, come spiega la Commissione in una nota, introduce incentivi per sostenere la produzione di energia elettrica da settori come l’eolico, il fotovoltaico, l’idroelettrico e il biogas. Queste azioni contribuiranno al raggiungimento degli obiettivi che l’Italia si è data in materia di utilizzo di fonti rinnovabili. La Commissione ha ritenuto che le misure previste dal piano siano compatibili con le regole Ue sulla concorrenza e gli aiuti di Stato, in particolare – ricorda Bruxelles – con le linee guida approvate nel 2014 proprio sulla protezione dell’ambiente e la produzione di energia. Secondo l’analisi condotta da Bruxelles, gli interventi pubblici previsti sono “proporzionati e limitati allo stretto necessario” per coprire il differenziale esistente tra i prezzi di mercato e i costi di produzione dell’energia elettrica da fonti rinnovabili. E quindi non comportano una indebita distorsione della concorrenza oltre a contribuire al raggiungimento degli obiettivi che l’Ue si è data per combattere i cambiamenti climatici.

Articoli Correlati

rinnovabili

Impianti rinnovabili, il Consiglio di Stato: senza collaudo finale la PAS non decade

La sentenza chiarisce che il certificato di collaudo è un adempimento successivo e non costitutivo del titolo abilitativo. Il pagamento della sanzione ridotta non vale inoltre come accettazione automatica delle...

Ispra 2026: emissioni nette in calo, l’Italia accelera verso i target 2030

Il Rapporto fotografa i progressi a 11 anni dagli Accordi di Parigi: volano le rinnovabili nei settori industriali (ETS), ma trasporti e riscaldamento restano i nodi da sciogliere per l'Effort...

Carburanti, sostegni a imprese e trasporti: il governo vara il decreto contro il caro energia

Dal taglio temporaneo delle accise ai crediti d’imposta per autotrasporto e agricoltura, fino al rifinanziamento di ex Ilva e al rinnovo del trasporto pubblico locale: le misure del decreto legge...

ANCI Risponde