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Via libera al DFP 2026: crescita moderata e deficit in calo fino al 2029

Il governo conferma un approccio prudente tra incertezze internazionali e conti pubblici sotto controllo, con Pil in lieve rallentamento e debito in graduale discesa dal 2027
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Il Consiglio dei Ministri, riunito il 22 aprile a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni, ha approvato il Documento di finanza pubblica (DFP) 2026 su proposta del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Il testo rappresenta il principale strumento di monitoraggio dei progressi compiuti nel 2025 nell’attuazione del Piano strutturale di bilancio 2025-2029, in linea con gli obblighi europei di rendicontazione annuale.

Il quadro delineato dal governo riflette un contesto internazionale ancora segnato da forti incertezze, aggravate dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. In questo scenario, l’esecutivo adotta stime improntate alla cautela. Per il 2026 la crescita del PIL reale è prevista allo 0,6%, leggermente inferiore rispetto allo 0,7% stimato lo scorso autunno. Un ritmo analogo è atteso anche nel 2027, mentre per il biennio successivo si prospetta un’espansione annua dello 0,8%.

Sul fronte dei conti pubblici, i dati definitivi diffusi dall’Istituto Nazionale di Statistica indicano per il 2025 un deficit al 3,1% del PIL, poco sopra le precedenti previsioni. Il percorso delineato nel DFP prevede tuttavia una graduale riduzione: dal 2,9% nel 2026 al 2,8% nel 2027, fino al 2,5% nel 2028 e al 2,1% nel 2029.

Anche la dinamica della spesa netta resta sotto controllo, con una crescita prevista all’1,6% nel 2026, in aumento al 2,2% nel 2027 e poi nuovamente in rallentamento. Più complessa la situazione del debito pubblico, che nel 2025 si è attestato al 137,1% del PIL, un dato peggiore delle attese. Dopo un ulteriore aumento previsto nel 2026, legato anche all’impatto dei bonus edilizi, il rapporto debito/PIL dovrebbe tornare a scendere dal 2027, fino al 136,3% nel 2029.

Nel complesso, il documento traccia una linea di prudenza: crescita contenuta, conti pubblici in progressivo miglioramento e un percorso di riduzione del debito che resta però legato all’evoluzione del contesto economico globale.

Fonte: Consiglio dei Ministri

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