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Una fotografia del sistema bancario dalla XXVI edizione del Rapporto Abi

Gli istituti di credito italiani continuano ad agire in un contesto di incertezze macroeconomiche derivanti dalle pressioni di regolamentazione europea e dalle esigenze di riorganizzazione del lavoro
giornale dei comuni

Gli istituti di credito italiani continuano ad agire in un contesto di incertezze macroeconomiche derivanti dalle pressioni di regolamentazione europea e dalle esigenze di riorganizzazione del lavoro. Il settore bancario, particolarmente interessato dall’impatto delle nuove tecnologie, è all’avanguardia nella trasformazione digitale dei servizi e dei processi, con effetti positivi sia nel rapporto con i clienti che nella gestione delle risorse umane. In questo contesto la trasformazione digitale rappresenta un’opportunità di crescita e valorizzazione.

Il settore affronta oggi questo scenario partendo da basi più solide rispetto al recente passato, con una qualità degli attivi in netto miglioramento e più pronto ad operare nel nuovo scenario che va delineandosi. La redditività, tuttavia, si conferma ancora inferiore a quanto necessario a garantire un adeguato supporto alla crescita dell’economia italiana. L’eventuale presenza di segnali di rallentamento economico, ancora di più se associati alla stabilizzazione dello spread sovrano su livelli elevati, potrebbe compromettere i risultati fin qui raggiunti.

Nonostante i progressi già realizzati, si rendono necessarie ulteriori azioni incisive per recuperare margini di efficienza, a sostegno della redditività e in risposta alle crescenti pressioni concorrenziali che arrivano anche da società esterne al settore. Un percorso che passa per la razionalizzazione dei costi, oltre che per una maggiore diversificazione dei ricavi, che risulta complessa in un contesto economico ancora in lento sviluppo.

Non saranno però sufficienti le sole iniziative interne al settore, per quanto intense ed incisive. E’ infatti necessaria una giusta combinazione di più fattori: un quadro congiunturale favorevole, interventi di riforma volti a calmierare i mercati finanziari (in particolare le attuali tensioni sul rischio sovrano) che potrebbero impattare sul patrimonio e sul costo della raccolta delle banche e quindi sul costo del credito, nonchè infine, un quadro di regole che non penalizzi l’attività delle banche a supporto di famiglie e imprese.

Questo il focus della XXVI edizione del Rapporto Abi 2018 sul mercato del lavoro nell’industria finanziaria, introdotto ieri a Milano dal presidente del Comitato Affari sindacali e del lavoro di Abi, Salvatore Poloni, e presentato dal vicedirettore generale dell’Abi, Gianfranco Torriero, insieme al direttore centrale Abi, Stefano Bottino, per delineare un quadro della posizione competitiva del settore bancario italiano attraverso l’esame di numerose informazioni riferite alle risorse umane, alla loro gestione e al relativo costo.

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