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Un fondo per far crescere la “blue economy” italiana

Il Governo definisce la ripartizione delle risorse per lo sviluppo dei territori marini e la promozione della cultura del mare: il 70% ai progetti infrastrutturali, il 30% alle iniziative divulgative.
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Il Dipartimento per la Protezione Civile e le Politiche del Mare ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto, datato 18 luglio 2025, che definisce modalità e criteri di utilizzo del nuovo Fondo per l’economia del mare. Il provvedimento, firmato dal ministro Nello Musumeci di concerto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, dà attuazione a quanto previsto dalla legge di Bilancio 2025, che ha stanziato 3 milioni di euro per il 2025 e 5 milioni annui dal 2026 per promuovere la cosiddetta “crescita blu”.

Il fondo finanzierà, per il triennio 2025-2027, interventi nei settori ritenuti strategici dal Comitato interministeriale per le politiche del mare: da un lato, progetti dedicati allo sviluppo e alla valorizzazione dei territori marini, comprese le isole minori; dall’altro, iniziative di divulgazione e promozione della cultura del mare. Il decreto stabilisce che il 70% delle risorse sarà destinato alle opere materiali – infrastrutture, servizi essenziali, mobilità, mitigazione dei rischi naturali – con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle comunità costiere e contrastare fenomeni come lo spopolamento. Il restante 30% andrà invece alle attività culturali e comunicative legate alla marittimità nazionale, dalla sensibilizzazione sulla sostenibilità degli ecosistemi marini all’uso dei media e dei canali digitali fino al patrocinio di eventi e progetti di forte interesse sociale.

Potranno accedere ai finanziamenti amministrazioni pubbliche, enti di ricerca, associazioni e soggetti privati. Una parte delle risorse potrà essere utilizzata direttamente dal Dipartimento per le politiche del mare per realizzare interventi ritenuti prioritari. Entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto sarà emanato un ulteriore provvedimento che definirà modalità di presentazione dei progetti, criteri di selezione, tempistiche ed eventuali cause di revoca.

Il Dipartimento dovrà inoltre riferire ogni sei mesi sullo stato di avanzamento degli interventi. Il decreto è stato registrato alla Corte dei Conti il 12 agosto 2025.

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