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Riqualificazione di Porto Marghera, nuove proposte in campo

I settori che richiedono maggiori investimenti sono il manifatturiero e la logistica
giornale dei comuni

Sono 59 le manifestazioni di interesse presentate per l’area di crisi di Venezia a seguito della call promossa dal Ministero dello Sviluppo economico, dalla Regione del Veneto e da Invitalia nell’ambito del Progetto di riconversione e riqualificazione industriale dell’area, lanciata con l’obiettivo di definire i fabbisogni di investimento, di tutela ambientale e di innovazione dell’organizzazione delle imprese. Con decreto ministeriale 7 aprile 2017 è stato infatti costituito il Gruppo di coordinamento e controllo per l’area di crisi industriale complessa di Venezia – Porto Marghera con il compito di definire e attuare un piano di restyling e rilancio occupazionale.

Oggi tra i soggetti proponenti prevalgano le imprese di piccola dimensione, la call ha intercettato anche un significativo numero di progetti riconducibili alla grande impresa. I settori che esprimono una maggiore domanda di investimenti e occupati sono il manifatturiero e la logistica (trasporto e magazzinaggio). Una progettualità, finanziariamente rilevante, è finalizzata a incrementare l’efficienza e la produttività dei locali cantieri navali in una logica di miglioramento anche dell’impatto ambientale della produzione. I progetti al di sotto di 1,5 milioni di euro sono circa il 30% del totale, prevalgono invece le proposte di investimento di dimensione compresa tra 1,5 e 20 milioni di euro. Le manifestazioni che potrebbero rientrare nel campo di applicazione della legge 181/89, e che individuano progetti di investimento potenzialmente cantierabili, sono cinque. Parte ora l’analisi per la definizione degli strumenti agevolativi e delle risorse finanziarie che verranno attivati e resi disponibili sul territorio interessato.

 

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