Martedì 21 luglio 2026
Martedì 21 luglio 2026

Società consociata

Home > Territorio e Ambiente > Energia e Ambiente > Rapporto ISPRA: l’Italia ricuce il Capitale naturale, la sfida delle reti ecologiche

Rapporto ISPRA: l’Italia ricuce il Capitale naturale, la sfida delle reti ecologiche

Non più riserve isolate, ma 'autostrade' verdi per la fauna: ridisegnare la mappa della biodiversità, dal ruolo di corridoi e aree di sosta alla nuova governance tra Stato e Regioni, l’Italia prova a ricucire un territorio diviso
giornale dei comuni

Non più isole di natura in un mare di cemento, ma un sistema interconnesso. È la visione che emerge dal Rapporto ISPRA 423/2025, un documento che fotografa lo stato di salute e la pianificazione delle Reti Ecologiche (RE) in Italia. A 20 anni dalle prime linee guida, il Paese prova a fare il punto su come “ricucire” un territorio frammentato, dove infrastrutture e urbanizzazione minacciano la sopravvivenza della biodiversità.

Il cuore del Rapporto, curato da ISPRA in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Aquila e le agenzie regionali (SNPA), affronta quello che gli esperti definiscono il “dilemma delle isole”. Come sottolineato nel documento, una riserva naturale isolata, per quanto ben gestita, è destinata al declino biologico se le specie che la abitano non possono spostarsi, riprodursi e adattarsi ai cambiamenti climatici.

La soluzione risiede nella struttura della Rete Ecologica e per capire come funziona, dobbiamo smettere di immaginare la natura come una serie di “recinti” e iniziare a vederla come un organismo vivente che ha bisogno di un sistema circolatorio per sopravvivere. Il Rapporto ISPRA 2025 cita 3 pilastri di riferimento:

  • Le Core Areas (Aree Centrali) il cuore pulsante del sistema, i “Motori” della Biodiversità. Si tratta di parchi nazionali, riserve integrali o siti della Rete Natura 2000 dove l’ecosistema è ancora integro, hanno una funzione di serbatoi di “sorgente”, dove le specie vivono, si riproducono e mantengono popolazioni sane. E le core areas senza le altre componenti non sopravvivono: se una core area resta isolata, diventa una “trappola biologica”, gli animali iniziano ad accoppiarsi tra consanguinei (indebolimento genetico) e, in caso di incendio o malattia, l’intera popolazione rischia l’estinzione perché non ha vie di fuga.
  • I Corridoi Ecologici le vere “autostrade” della natura, strisce lineari di vegetazione o corsi d’acqua che collegano fisicamente 2 o più core areas. Possono essere “verdi” (filari di alberi, siepi, boschi lineari) o “blu” (fiumi e torrenti), i corridoi permettono il flusso genetico e consentono a un lupo, un cervo o a piccoli insetti di spostarsi in sicurezza da una zona protetta all’altra senza essere investiti su una strada o finire in zone urbanizzate. Ad esempi, una fascia boschiva che costeggia un’autostrada permettendo il passaggio della fauna selvatica attraverso sovrappassi verdi.
  • E infine le Stepping Stones o “Pietre da Guado” il termine significa letteralmente “pietre per attraversare un fiume”, piccole macchie di habitat non connesse fisicamente tra loro, ma vicine quanto basta per essere usate come tappe intermedie. Diventano fondamentali per le specie con grande mobilità, come gli uccelli migratori o le farfalle, che non hanno bisogno di un corridoio continuo, ma di “aree di sosta” (punti di ristoro e rifugio) lungo il percorso. Come ad esempio un piccolo stagno isolato o un boschetto in mezzo a una pianura agricola, troppo piccoli per ospitare una popolazione permanente, ma vitali per chi è in viaggio.

Il Rapporto ISPRA chiarisce che la biodiversità non si salva “proteggendo un quadratino sulla mappa”, ma garantendone il movimento e una struttura integrata permette l’adattamento climatico: se il clima scalda, le specie possono “risalire” i corridoi verso nord o verso le montagne, se una specie scompare da una core area (evento catastrofico), può essere ricolonizzata da individui provenienti da un’altra zona tramite i corridoi, in quanto un sistema connesso è più resiliente e difficile da distruggere rispetto a uno frammentato.

Maggiori informazioni e tutta la documentazione nella nota Ispra

Articoli Correlati

rinnovabili

Fonti rinnovabili, il Consiglio di Stato conferma il favor normativo per la semplificazione degli impianti FER

Dalle direttive europee ai più recenti decreti legislativi, il quadro normativo rafforza procedure accelerate e obiettivi di decarbonizzazione, bilanciando sviluppo energetico e tutela del territorio....
rinnovabili fotovoltaico arte

Fotovoltaico: legittimo il diniego se l’impianto ricade nella fascia di rispetto dei beni culturali

La pronuncia del giudice amministrativo chiarisce i confini tra le aree idonee e le tutele paesaggistiche per i progetti di energia rinnovabile...
rinnovabili fer energia ambiente

Fotovoltaico a terra nelle aree agricole: la Consulta conferma il divieto, non viola la Costituzione

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 127/2026, respinge i dubbi sollevati dal TAR Lazio: la disciplina bilancia sviluppo delle rinnovabili, tutela del suolo e salvaguardia del paesaggio agricolo....

ANCI Risponde