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Pubblica amministrazione, via libera ai nuovi concorsi e alle assunzioni statali

Firmato il dpcm che sblocca i piani assunzionali del 2026: i nuovi ingressi dovranno rispettare il tetto del turn over e la quota minima del 15% riservata alla mobilità tra enti
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Il Governo ha varato il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (dpcm) che autorizza l’avvio delle procedure di reclutamento e l’assunzione di nuovo personale a tempo indeterminato in diverse amministrazioni dello Stato. Il provvedimento, firmato dal Presidente del Consiglio di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, dà il via libera formale ai piani dei fabbisogni presentati dagli enti dopo il superamento delle verifiche istruttorie.

Il decreto attua le ultime novità normative sul pubblico impiego, a partire dalle regole sulla mobilità volontaria: le amministrazioni con piani assunzionali pari o superiori a 10 unità dovranno riservare una quota non inferiore al 15% delle facoltà assunzionali ai trasferimenti di personale da altri enti, pena la riduzione delle capacità di assunzione per l’anno successivo. Il dpcm conferma inoltre il ritorno della capacità assunzionale legata al turn over al 100% delle cessazioni a decorrere dal 2026 per la maggior parte delle amministrazioni statali, con la sola eccezione delle limitazioni temporanee previste dalle precedenti leggi di bilancio.

I contratti a tempo indeterminato e i relativi bandi di concorso seguiranno i paletti legati alla validità triennale delle facoltà di assunzione e all’utilizzo delle graduatorie. Il provvedimento definisce nel dettaglio i contingenti autorizzati per ciascuna istituzione: tra i primi settori a ricevere il via libera c’è il Consiglio di Stato, autorizzato ad avviare i bandi e a immettere in ruolo le unità individuate nelle tabelle allegate al decreto per coprire le vacanze organiche.

DPCM 2 luglio 2026

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