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Premi Bandiera Verde Cia: l’agricoltura che resiste e innova

Riconosciute a Roma le eccellenze dell’agricoltura italiana: dieci aziende e tre Comuni premiati da Cia per innovazione, sostenibilità e valorizzazione dei territori rurali
giornale dei comuni

Roma ha ospitato oggi, nella Sala della Regina a Montecitorio, la XXIII edizione dei Premi Bandiera Verde Cia, che hanno celebrato il valore e la vitalità dell’agricoltura italiana. Dieci aziende e tre Comuni rurali sono stati premiati per il loro impegno in sostenibilità, innovazione e valorizzazione dei territori.

A conquistare il riconoscimento “Bandiera Verde Gold” è stata la Società agricola Dall’Aglio di Gattatico (Emilia-Romagna), esempio virtuoso nella filiera del Parmigiano Reggiano, grazie alla produzione a ciclo completo e all’attenzione per il benessere animale e la qualità del prodotto. Tra le storie premiate anche il recupero del borgo di Simignano, in Toscana, grazie a una fattoria-agriturismo che ha riportato vita in un piccolo centro medievale, e la scelta di due giovani, Eva e Ruben, che hanno lasciato la città per dedicarsi al biologico e all’accoglienza in malga Cuar, in Friuli-Venezia Giulia.

I riconoscimenti extra-aziendali hanno premiato realtà impegnate nella promozione della cultura agricola: Ansa Terra&Gusto per l’informazione, l’Istituto “Rocco Scotellaro” di Villa d’Agri per la formazione, il Parco Nazionale dell’Alta Murgia per la valorizzazione ambientale, la Festa della Madonna dell’Incoronata di Magliano per le tradizioni popolari e la serie “Un Passo dal cielo” come testimonianza di una montagna da rispettare.

Tra i Comuni premiati figurano Fabriano (Marche), città creativa Unesco, e Fossacesia (Abruzzo) con la Fondazione “Teatro degli Ulivi”, esempio di fusione tra agricoltura e cultura. Premi speciali, infine, per Fontanafredda per l’innovazione vinicola, la Comunità della Guedrara di Sestola (MO) e l’associazione ADA Malore impegnata nel progetto internazionale RURALBANIA.

Bandiera Verde 2025 – ha dichiarato il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini – vuole riaffermare il valore di un’agricoltura che, pur contribuendo in modo decisivo alla filiera agroalimentare, riceve ancora una quota minima del valore finale dei prodotti. È un settore che resiste, innova e continua a dare vita al vero Made in Italy”.

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