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Piemonte: intesa tra istituzioni contro il bullismo nelle scuole

Cultura della legalità, contrasto e prevenzione dei comportamenti a rischio fra i giovanissimi, integrazione delle attività formative e di dialogo tra gli studenti e gli specialisti delle Forze di polizia, rischi legati all'uso delle nuove tecnologie. Questi i temi del protocollo d'intesa firmato.
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Cultura della legalità, contrasto e prevenzione dei comportamenti a rischio fra i giovanissimi, integrazione delle attività formative e di dialogo tra gli studenti e gli specialisti delle Forze di polizia, rischi legati all’uso delle nuove tecnologie. Sono alcuni dei temi del Protocollo d’Intesa di Contrasto al Bullismo, sottoscritto ieri nell’aula magna dell’Itis Avogadro di Torino, tra Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, Regione Piemonte, e forze dell’ordine. Un lavoro interistituzionale per la lotta al bullismo che nello scorso triennio, 2012.2015, ha permesso di realizzare 456 incontri di Questure e dell’Arma dei Carabinieri nelle scuole delle province piemontesi (170 scuola primaria, 161 scuola secondaria di 1° grado, 125 scuola secondaria di 2° grado), per un totale di 38.500 studenti coinvolti. Saranno invece 247 le classi delle scuole torinesi che, durante questo anno scolastico, parteciperanno agli incontri informativi sui rischi da nuove tecnologie. «La scuola, di concerto con le altre istituzioni, riveste un ruolo fondamentale nel tutelare il benessere degli alunni e il rispetto della legalità all’interno degli spazi scolastici, in quest’ottica l’aggancio precoce di situazioni a rischio da parte dei servizi territoriali, dei docenti e delle famiglia rappresenta un punto di forza per poter contrastare l’insorgere di fenomeni di disagio e di atti di bullismo» ha ribadito l’assessore all’Istruzione della Regione Piemonte, Gianna Pentenero, che ha firmato il protocollo insieme ai colleghi Monica Cerutti, Augusto Ferrari e Giovanni Maria Ferraris. «Il rinnovo di questo Protocollo – ha aggiunto il Questore di Torino Salvatore Longo – rafforza l’impegno profuso dalla Polizia di Stato nel diffondere la »cultura della legalità«, mediante le attività di approfondimento di tematiche relative al rispetto della diversità, alla violenza di genere nonché, la prevenzione del cyberbullismo e l’uso consapevole delle nuove tecnologie». Al protocollo hanno aderito anche carabinieri, polizia municipale e procura dei minori.

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