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Piccoli Comuni, uniti per crescere

Dalla Valnerina alla Costa Amalfitana, 433 Unioni di Comuni mostrano come collaborazione e strategie condivise rafforzino territori sotto i 5mila abitanti
giornale dei comuni

In Italia, piccoli è bello, ma insieme è meglio. Lo dimostra la nascita del primo Piano intercomunale di protezione civile della Valnerina, che unisce 14 Comuni tra Perugia e Terni, e l’adesione alla Carta di Amalfi da parte di Comuni turistici di tutta Italia. Non si tratta di una semplice somma di piani locali, ma di una strategia condivisa per gestire servizi, turismo e presidio del territorio, come segnala oggi Il Mattino.

Dagli Stati Generali dei Piccoli Comuni organizzati dall’Anci emergono numeri significativi: 433 Unioni di Comuni coinvolgono 2.797 enti e oltre 10 milioni di abitanti, pari al 35% del totale nazionale. Le funzioni più associate riguardano protezione civile, polizia locale, centrale di committenza, Suap e servizi scolastici. Oggi Il Mattino riporta anche che operano 1.325 convenzioni che interessano oltre 3.000 Comuni.

Il progetto “Piccoli”, promosso dal Dipartimento della Funzione pubblica e attuato dall’Anci, ha supportato circa 1.500 amministrazioni con formazione, affiancamento e consulenza su bilancio, appalti e digitale. Il coordinatore nazionale dei piccoli Comuni, Alessandro Santoni, evidenzia come carenze di personale e mobilità verso enti più grandi rendano indispensabile mettere professionalità a fattore comune, con vantaggi in termini di efficienza e continuità dei servizi, un tema sottolineato oggi da Il Mattino.

I Comuni sotto i 5mila abitanti sono 5.521, con quasi 10 milioni di residenti, il 16,4% della popolazione nazionale. Pur affrontando sfide demografiche e carenze di personale tecnico, mantengono solidità finanziaria: il 94% è in equilibrio di bilancio e il loro avanzo aggregato supera 1,8 miliardi di euro. Molti hanno contribuito in modo significativo agli investimenti Pnrr, dimostrando capacità di gestione e responsabilità amministrativa.

Tra le priorità indicate dagli Stati Generali ci sono la gestione dell’abitare, dei servizi per giovani e famiglie, della mobilità e delle infrastrutture digitali. La collaborazione tra Comuni, con il supporto di strumenti come sportelli virtuali, Università decentrate e accordi con Poste e Inps, è vista come chiave per rivitalizzare le aree interne e rendere i piccoli Comuni competitivi e attrattivi.

In sintesi, come emerge dall’articolo pubblicato oggi su Il Mattino, l’esperienza dei piccoli Comuni italiani mostra come la dimensione ridotta non sia un limite, ma un’opportunità se affrontata con strategie condivise e un’organizzazione associata che valorizzi le risorse e le professionalità comuni.

Articolo tratto da Il Mattino, giovedì 5 marzo 202

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