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Per oltre 100 Comuni riparte il progetto “Scuole sicure”

Dal Viminale uno stanziamento di oltre 4 milioni di euro per rilanciare l’iniziativa per il contrasto alla diffusione delle droghe e allo spaccio davanti alle scuole
giornale dei comuni

Dal Viminale uno stanziamento di oltre 4 milioni di euro per rilanciare l’iniziativa per il contrasto alla diffusione delle droghe e allo spaccio davanti alle scuole. Il nuovo bando 2019-2020 riguarda 100 Comuni, già individuati, che entro la fine di questo mese dovranno presentare i propri progetti. La prima fase di sperimentazione per la sicurezza, è stata realizzata con 2,5 milioni di euro stanziati dal Ministero dell’Interno per 15 capoluoghi di provincia: Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Padova, Roma, Torino, Trieste, Venezia e Verona.  L’iniziativa ha visto protagonisti 340 istituti scolastici; 8.000 sono stati i servizi dedicati; 17.000 gli agenti tra polizia locale e forze di polizia contro lo spaccio davanti alle scuole. In virtù di ciò sono stati sequestrati 13,4 chili di droga tra cocaina, eroina, ecstasy, hashish e marijuana; 21 gli arresti; 33 le persone denunciate; 700 le multe comminate.

Il programma nasce dalla consapevolezza che il consumo e lo spaccio di sostanze stupefacenti e psicotrope  colpisce  ampie fasce della popolazione e che questa insana abitudine, molto spesso, ha origine in età adolescenziale, interessando giovani che per molteplici cause di disagio personale o sociale, si avvicinano a queste sostanze. Dai dati forniti dall’Agenzia della Tutela della Salute di Milano, risultato di un’indagine realizzata in diverse scuole secondarie di secondo grado meneghine, emerge, ad esempio, che il 40% degli studenti entra in contatto con sostanze stupefacenti, a fronte di una media regionale del 26,5%. I dati suggeriscono che il deprecabile fenomeno interessi già il 4% degli studenti delle scuole secondarie di primo grado.

Nel 2018, secondo la Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, il 34,2% degli studenti (in età compresa tra i 15 e i 19 anni) ha riferito di aver utilizzato almeno una sostanza psicoattiva illegale nel corso della propria vita, mentre il 26% ha riferito di averlo fatto nel corso dell’ultimo anno (circa 670.000 ragazzi). Tra questi ultimi, l’89,5% ha assunto una sola sostanza illegale e il restante 10,5% è definibile “poliutilizzatore”, avendo assunto due o più sostanze. Il 16,7% degli studenti ha utilizzato sostanze psicoattive illegali nel mese in cui è stato condotto lo studio e il 3,9% ne ha fatto un uso frequente, ha cioè utilizzato 20 o più volte cannabis e 10 o più volte le altre droghe (cocaina, stimolanti, allucinogeni, eroina) negli ultimi 30 giorni. Il confronto con i risultati delle precedenti rilevazioni evidenzia come negli ultimi cinque anni il consumo nel corso della vita sia leggermente aumentato, mentre per le altre forme di consumo si è assistito ad una sostanziale stabilizzazione.

I dati rivelano che il 33,6% degli studenti (circa 870.000) ha utilizzato cannabis almeno una volta nella vita, il 25,8% (circa 670.000) ne ha fatto uso nel corso del 2017, il 16,4%, (circa 420.000) ha riferito di averla consumata durante il mese di svolgimento dello studio e il 3,4% ha dichiarato di averla adoperata frequentemente (venti o più volte nell’ultimo mese). Sono circa 360.000 (13,9%) gli studenti che hanno assunto almeno una volta nella vita una o più delle cosiddette nuove sostanze psicoattive (cannabinoidi sintetici, oppiodi sintetici). Gli studenti che riferiscono di avere sperimentato la cocaina almeno una volta nella vita sono poco più di 88.000 (3,4%), 49.000 quelli che ne hanno fatto uso nel corso del 2017 (1,9%) e quasi 33.000 quelli che l’hanno usata nel mese antecedente la compilazione della ricerca (1,3%).

 

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