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Partecipate, ok di Regioni e Anci. Rughetti: ‘chiuderemo scatole vuote’

Il Sottosegretario: 'Arriva un limite minimo ai ricavi e ai dipendenti per le società strumentali’
giornale dei comuni

Il testo del decreto legislativo che riordina il sistema delle società a partecipazione pubblica incassa l’intesa della Conferenza Unificata. Lo spiega il sottosegretatorio alla Pubblica amministrazione, Angelo Rughetti, che al termine della riunione spiega che “l’impianto del provvedimento è stato condiviso dalle Regioni e dagli enti locali. Il governo – aggiunge – vuole chiudere le scatole vuote perché c’è un sistema che perde circa 1,2 miliardi di euro l’anno”. Rughetti conferma, inoltre, che gli ultimi due provvedimenti del decreto Madia slittano alla prossima riunione della Conferenza.

Anche l’Anci esprime parere favorevole al testo, così come confermato dal presidente e sindaco di Torino, Piero Fassino. “Il nostro parere – spiega Fassino – è però subordinato all’accoglimento della modifica di alcune norme per evitare che ci sia una sovrapposizione dell’attività di controllo preventivo della Corte dei conti rispetto alle scelte che competono per legge alle Giunte e ai Consigli comunali”.

Il sottosegretario Angelo Rughetti,  in un’intervista all’ANSA, sottolinea, inoltre, come l’intento è “eliminare le scatole vuote” e “le partecipate strumentali sotto osservazione sono oltre 3000”.

Discorso a parte invece per i servizi pubblici locali, in questo caso, spiega Rughetti, sono allo studio “regole che incentivino a mettere insieme, ad accorpare, così da rafforzare la solidità industriale”. Il sottosegretario alla P.A. chiarisce che “ci saranno due dlgs, uno sulle partecipate”, in particolare sulle società strumentali, ovvero quelle che operano per la stessa amministrazione pubblica, e “l’altro sui servizi pubblici locali, ma qualcosa potrebbe essere inserito in legge di stabilità”.

“Il sistema di selezione dei nuovi dipendenti pubblici va cambiato, oggi è molto formale, ci preoccupiamo di due temi e un colloquio, da cui dovremo desumere chi diventa dirigente”. Dichiara Rughetti  intervenendo su Radio1. Per il Sottosegretario si tratta di un modello che “va abbandonato” e infatti, spiega, “stiamo lavorando su quello inglese, visto che in Inghilterra prima del concorso si è già selezionati”. In questo modo si parte da certificazioni che attestano “la capacità a svolgere un determinato lavoro e poi si interviene per capire se si è in grado di lavorare per la Pubblica Amministrazione”. Insomma per il sottosegretario occorre “contemperare trasparenza, rispetto della legalità, e verifica delle capacità”. Il governo è quindi a lavoro per individuare le regole, anche in attuazione della riforma Madia. “In Italia abbiamo dirigenti bravissimi a dare pareri – sottolinea Rughetti – ma poi sono pochi quelli bravi a risolvere le questioni”.

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