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Parchi nazionali: nuove disposizioni su clima e bioindicatori ambientali

La direttiva del Ministro Gian Luca Galletti indica le priorità alle quali destinare le risorse finanziarie assegnate per gli interventi di tutela della biodiversità
giornale dei comuni

La nuova direttiva rivolta ai Parchi nazionali e alle aree marine protette, che porta la firma del Ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, indica le priorità alle quali destinare le risorse finanziarie assegnate per gli interventi di tutela della biodiversità. Per gli Enti Parco viene confermato il quadro di azioni trasversali e di sistema previste nelle precedenti direttive: tra queste il monitoraggio della biodiversità con standard di valutazione della qualità naturalistica e dei servizi ecosistemici, l’ambiente alpino, l’impatto degli ungulati sulla biodiversità, la gestione del cinghiale e la convivenza con il lupo, gli uccelli quali indicatori di biodiversità, il monitoraggio e la conservazione dell’avifauna migratrice e della mesofauna, lo studio degli ambienti umidi, la conservazione della lepre italica e della lontra, i molti progetti attivi quali ad esempio le Faggete Unesco, Wolfnet 2.0 per la tutela del lupo in Appennino e l’International Waterbird Census.

Al tempo stesso i Parchi nazionali dovranno mettere in campo ulteriori azioni quali, ad esempio, l’analisi del legame tra biodiversità, resilienza e cambiamenti climatici, la mappatura della protezione costiera nei litorali sabbiosi delle aree protette, lo studio delle api come bioindicatore della qualità ambientale, la conservazione del capriolo italico e degli habitat prioritari come quelli per l’orchidea selvatica,  l’analisi della presenza di insetti di valore conservazionistico e delle loro interazioni con specie di fitopatogeni.

In riferimento poi alle 27 aree marine, che interessano circa 228.000 ettari di mare e 700 chilometri di coste, la direttiva è tesa al completamento delle fasi del progetto “Contabilità ambientale nelle aree marine protette italiane”,  che ha consentito, attraverso la raccolta dei dati sulle attività svolte e sulle risorse destinate alla ricerca e al monitoraggio della biodiversità, la realizzazione di un modello sperimentale di sintesi naturalistica. Per i Parchi e per le aree marine protette, è infine prevista la stesura di un primo report delle attività in corso, mentre la relazione finale delle iniziative svolte è prevista per il 2018.

 

 

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