Venerdì 5 giugno 2026
Venerdì 5 giugno 2026

Società consociata

Home > Territorio e Ambiente > Energia e Ambiente > L’Istat pubblica la mappa dei rischi naturali dei comuni italiani

L’Istat pubblica la mappa dei rischi naturali dei comuni italiani

Online il sito web che fornisce per ciascun comune i dati sul rischio sismico, idrogeologico e vulcanico corredati da informazioni demografiche, abitative, territoriali e geografiche
giornale dei comuni

Case vecchie, costruite con criteri ormai superati e che non tengono conto delle vulnerabilità che nel tempo il nostro territorio ha dimostrato di avere. È un patrimonio da tenere sotto osservazione quello degli edifici a uso residenziale. Tanto più visti i recenti sismi ad Amatrice, di cui il 24 si commemorerà la prima scossa, e nel centro Italia. A mettere in luce la vetustà delle abitazioni italiane è l’Istat, l’istituto nazionale di statistica, che ha recentemente pubblicato la Mappa dei rischi naturali in Italia realizzata insieme a Casa Italia.

L’Istat e Casa Italia – la struttura di missione inaugurata dalla presidenza del Consiglio per la messa in sicurezza del territorio nazionale – hanno appena reso disponibile una mappa interattiva sui rischi naturali in Italia: per ciascuno degli 8mila comuni nazionali vengono forniti i dati sul rischio sismico, idrogeologico e (per alcuni) vulcanico, corredati da ulteriori informazioni demografiche, abitative, territoriali e geografiche.

Tali informazioni integrano dati provenienti da varie fonti istituzionali: Istat, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Per ciascun Comune i dati sul rischio sismico, idrogeologico e, per alcuni, vulcanico, sono corredati da informazioni demografiche, abitative, territoriali e geografiche.

La sezione “Indicatori” consente la visualizzazione e l’estrazione di oltre 140 variabili a livello comunale relative a: superficie e altre caratteristiche territoriali; rischio sismico, idrogeologico (frane e alluvioni) e vulcanico; stato degli edifici a uso residenziale e delle abitazioni (tipo di materiale utilizzato per la costruzione, numero dei piani fuori terra, epoca di costruzione dei fabbricati e distribuzione delle abitazioni per tipologia di occupanti); numero dei beni culturali presenti nel territorio comunale; indicatori demografici di contesto, quali variazione della popolazione, densità abitativa, indici di vecchiaia e di dipendenza strutturale, vulnerabilità sociale e materiale e numerose altre variabili. È anche possibile visualizzare e scaricare un report di sintesi che fornisce un colpo d’occhio sullo stato dei rischi naturali dei Comuni italiani, anche attraverso visualizzazioni grafiche.

La sezione “Cartografia” permette invece di produrre mappe interattive delle variabili a livello comunale su oltre 20 principali tematiche informative.

Molto ricco è il set di metadati riferiti a dati e indicatori – anch’esso navigabile interattivamente – che ne descrive contenuto, fonti, aspetti metodologici e link di approfondimento.

Articoli Correlati

rinnovabili

Impianti rinnovabili, il Consiglio di Stato: senza collaudo finale la PAS non decade

La sentenza chiarisce che il certificato di collaudo è un adempimento successivo e non costitutivo del titolo abilitativo. Il pagamento della sanzione ridotta non vale inoltre come accettazione automatica delle...

Ispra 2026: emissioni nette in calo, l’Italia accelera verso i target 2030

Il Rapporto fotografa i progressi a 11 anni dagli Accordi di Parigi: volano le rinnovabili nei settori industriali (ETS), ma trasporti e riscaldamento restano i nodi da sciogliere per l'Effort...

Carburanti, sostegni a imprese e trasporti: il governo vara il decreto contro il caro energia

Dal taglio temporaneo delle accise ai crediti d’imposta per autotrasporto e agricoltura, fino al rifinanziamento di ex Ilva e al rinnovo del trasporto pubblico locale: le misure del decreto legge...

ANCI Risponde