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Legambiente: crisi Idrica in Italia, il focus su allarme siccità, alluvioni e inquinamento

A 3 mesi dall’adozione dell’Ue della Strategia Europea per la Resilienza Idrica il punto sulla gestione dell’acqua nella Penisola tra criticità e politiche da adottare
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L’Italia affronta una triplice emergenza idrica – siccità, alluvioni e acque inquinate – che sta costando al Paese miliardi di euro in danni economici e dimostra una gestione della risorsa frammentata e inefficace. È l’allarme lanciato da Legambiente nel corso del VII Forum nazionale Acqua, dove ha presentato 10 proposte per costruire una “resilienza idrica” nazionale. La situazione, come emerso dal forum, è critica a causa della crisi climatica e i 3 principali fronti della crisi si possono riassumere in:

  • Siccità Insostenibile: dal 2017 al 2025, l’Osservatorio Città Clima ha registrato 142 eventi di siccità prolungata con danni. Il fenomeno si è intensificato notevolmente: ben il 75% di questi eventi si è verificato solo tra il 2020 e il 2024. Le perdite economiche solo per il settore agricolo, tra la primavera 2022 e l’inizio del 2023, sono state stimate in 6 mld. di euro.
  • Troppa Acqua, Troppi Danni: all’emergenza idrica si contrappone il rischio idrogeologico. Tra il 2013 e il 2022, gli stati di emergenza per alluvioni e frane sono stati 179, con una stima iniziale di danni che supera i 15 mld. di euro, a cui si aggiungono le decine di miliardi degli eventi eccezionali del 2023 in Emilia-Romagna, Toscana e Marche.
  • Acque Inquinate: nonostante un buon stato chimico generale, il 30% dei corpi idrici superficiali e il 27% di quelli sotterranei non raggiungeranno un “buono stato” entro il 2027. A pesare sono l’inquinamento chimico (da agricoltura e reflui urbani) e le alterazioni idromorfologiche. L’Italia, intanto, ha pagato 210 mln. di euro in multe UE per inadempienze sulla Direttiva Acque Reflue.

Buone Pratiche

Non mancano però gli esempi di successo che dimostrano come una gestione integrata sia possibile. Tra questi il Lago d’Orta: esempio internazionale di risanamento e gestione collaborativa, oggi coinvolto in un Contratto di Lago. Il Depuratore di Fasano-Forcatella (BR): modello virtuoso per il riuso dell’acqua in agricoltura, che distribuisce le acque affinate a 50 aziende agricole. Il Progetto Spugna (Città Metropolitana di Milano) che prevede 90 interventi Nature Based in 32 comuni per ridurre le inondazioni e conservare l’acqua, con decine di cantieri già conclusi.

Legambiente conclude invitando a una svolta e ricordando che i 5 mld. di euro stanziati dal PNRR per la risorsa idrica (che diventano 8 mld. con i cofinanziamenti) non stanno producendo risultati lineari, solo il 2% dei progetti risulta concluso.

Fonte: Legambiente

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