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La virtuosità di Comuni, Regioni e Province

Secondo Unimpresa tagliati 10 mld in due anni. Lo Stato, invece, aumenta il proprio debito di 100 mld nello stesso periodo
giornale dei comuni

In tempi di crisi economica e di lotta agli sprechi nelle politiche dello stato, ecco che esce uno studio di Unimpresa che decreta un risultato di positività per Comuni e Regioni. Infatti, nell’arco degli ultimi due anni, Comuni, Province e Regioni  hanno risparmiato circa dieci miliardi; è, questa, una cifra considerevole che assume una connotazione di rilievo se pensiamo che lo stato, al contrario, nello stesso periodo, ha generato un buco di 100 miliardi. Secondo lo studio di Unimpresa lo stato risulta essere uno sprecone seriale, soprattutto se raffrontato allo agli Enti Locali. Infatti, in questi anni di tagli e sprechi, gli Enti Locali sono coloro che hanno generato dei tagli drastici, per stare al passo con le direttive comunitarie, che purtroppo hanno colpito i servizi ai cittadini. E con rammarico scopriamo che così non accade per le casse dello Stato.

Nel dettaglio Comuni e Regioni, tra i 2014 e il 2016, hanno visto scendere il rosso da  99 miliardi a 89 miliardi (-9%, mentre lo stato si è alzato da 2.037 miliardi a 2.138 miliardi, con una percentuale di +5%, che tradotto significa che il debito pubblico italiano è arrivato d attestarsi, alla fine dello scorso anno, a quota 2.228 miliardi. La crescita è di 91 mld rispetto al 2014, ovverosia un aumento del4%.

Nelle elaborazioni di Unimpresa, basate sui dati della Banca D’Italia, il debito statale è passato negli ultimi due anni dai 2.037,7 miliardi di dicembre 2014 ai 2.138,9 miliardi di novembre 2016 con un incremento di 101,2 miliardi (+4,97%); a dicembre 2015, il buco nei conti dello Stato era arrivato a 2.079,7 miliardi, quindi la variazione sugli ultimi 11 mesi è pari a 59,1 miliardi (+2,85%). Di contro abbiamo l’andamento complessivo del debito degli enti locali che ci dice che, rispetto ai 99,1 miliardi di dicembre 2014, siamo scesi ad un valore di 92,7 miliardi di dicembre 2015; il valore è ancora più basso, 89,9 mld, se ci si ferma a novembre 2016. Rispetto ad un anno fa la diminuzione registrata è pari a 2,8 miliardi(-3,12%),mentre rispetto a due anni fa il calo è di 9,2 miliardi (-9,36%).

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