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La mobilità sostenibile al tempo del Coronavirus

Settore delle auto elettriche in crisi ma in Lombardia emergono esperienze in controtendenza
giornale dei comuni

Il Covid-19, con la sua violenta irruzione nella vita delle persone a livello globale, ha svuotato le città, desertificato le strade, praticamente annullato la mobilità, sia quella tradizionale che quella sostenibile, se si fa eccezione per i mezzi pubblici che viaggiano quasi senza viaggiatori. Tant’è che, ad esempio, l’azienda britannica di analisi finanziaria,Wood Mackenzie, prevede per il 2020 un crollo del 43% delle vendite di veicoli elettrici. In Italia però, sebbene si accusi il pesante stop alle vendite, l’associazione Motus-E – piattaforma trasversale tra industria, mondo accademico e associazionismo ambientale nata proprio per promuovere la mobilità elettrica – sostiene che non bisogna fermare il passaggio alle auto ‘a zero emissioni’, anzi: occorre promuoverlo! A tal fine, ha presentato al Governo una serie di proposte:

rafforzare l’ecobonus per i veicoli a zero e basse emissioni, in particolare servirebbero 200 milioni per il 2020 con consegne entro i primi 6 mesi del 2021; una ‘cura choc’ per sostenere le piccole, medie e grandi imprese che decidano di ripartire investendo i mezzi di trasporto ecologici; decarbonizzare la logistica urbana incentivando l’acquisto di veicoli da trasporto merci elettrici. Nel frattempo, mentre la discussione fra esperti e attori del settore, si allarga, alcune esperienze positive in controtendenza emergono qua e là su territorio. Una, in particolare, merita attenzione perché riguarda la Lombardia, indubbiamente la regione più flagellata dal virus. In cosa consiste? Auto elettriche vengono messe a disposizione gratuitamente per le amministrazioni comunali, gli enti pubblici e le associazioni impegnate in queste settimane nella dura lotta al Covid-19: una buona pratica avviata sul lago di Garda, per cominciare.

In quella splendida cornice naturale, infatti, la multiutility Garda Uno ha concesso l’uso gratuito delle auto Renault Zoe (100% elettriche) impiegate dal giugno scorso nell’ambito del progetto di car sharing Eway: sono state offerte ai municipi di Desenzano, Salò, Toscolano Maderno e Peschiera del Garda. Le vetture, pertanto, sono state riconvertite a finalità sociali almeno fino al 31 maggio prossimo. Sulla stessa linea si colloca anche l’intervento di E-Vai, la società di car sharing elettrico del Gruppo Fnm, che ha deciso di fornire sempre gratuitamente le proprie auto ai Comuni o agli enti già clienti della società e a tutti i capoluoghi di provincia della Lombardia. I mezzi possono essere assegnati alle associazioni e ai professionisti che in queste settimane operino in prima linea per fronteggiare l’emergenza sanitaria e garantire i servizi essenziali e di prima necessità: medici, infermieri, volontari della Protezione Civile, volontari che si occupano della distribuzione di farmaci o cibo, personale addetto alla gestione dell’emergenza. Si tratta, in particolare, di auto elettriche con un’autonomia di circa 300 chilometri: anche la ricarica è gratuita in tutte le infrastrutture convenzionate con E-Vai. Tutti i mezzi vengono sanificati prima della consegna, con relativa certificazione. Sono già diversi i Comuni lombardi che hanno aderito all’iniziativa.

Molteplici sono comunque le iniziative di solidarietà e attenzione nel settore della mobilità, a ogni livello. Ne riportiamo tre, evidenziate da ANCIcomunicare sul proprio profilo twitter @ANCI_comunicare : L’app FREE NOW, che mette a disposizione un servizio taxi gratuito dedicato al personale sanitario che ha la necessità di spostarsi da e verso gli ospedali di Milano e Roma con massima urgenza. Toyota, che mette a disposizione una flotta di veicoli per l’attività di volontariato della Croce Rossa Italiana e Ford Motor Company, che trasforma un pezzo pickup 150 in salvavita per contagiati da Coronavirus che necessitano di supporto respiratorio.

 

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