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Italia più verde: nel 2024 messi a dimora oltre 3 milioni di alberi, +31% rispetto al 2023

Città metropolitane protagoniste della riforestazione grazie ai fondi del PNRR e del Decreto Clima. Messina e Roma guidano la classifica, seguite da Reggio Calabria, Cagliari e Napoli. In calo gli investimenti privati, ma crescono i progetti di qualità.
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L’Italia accelera sulla forestazione urbana e rurale. Nel 2024 sono stati piantati oltre 3 milioni di nuovi alberi, pari a quasi 4.000 ettari di nuove superfici verdi, con un incremento del 31% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dalla quinta edizione dell’Atlante delle Foreste, il rapporto curato da Legambiente e AzzeroCO₂ con il supporto tecnico di Compagnia delle Foreste per Il Sole 24 Ore, che sarà presentato il 6 novembre a Ecomondo.

Secondo lo studio, il valore economico generato dai nuovi impianti arborei e arbustivi supera i 20 milioni di euro l’anno in servizi ecosistemici, tra cui mitigazione climatica, tutela del suolo, miglioramento della qualità dell’aria e benefici socio-culturali.

Città metropolitane protagoniste

A trainare la crescita sono soprattutto le Città metropolitane, sostenute dai fondi del PNRR e del Decreto Clima. In testa Messina con oltre 357 mila nuovi alberi, seguita da Roma (265 mila), Reggio Calabria, Cagliari e Napoli. Al contrario, diverse Regioni hanno rallentato a causa del passaggio tra vecchi e nuovi programmi di finanziamento rurale (dal PSR 2014-2022 al CSR 2023-2027).

Il Trentino-Alto Adige resta leader nazionale con 748 mila piante, seguito da Basilicata (539 mila) e Veneto, che risale al terzo posto grazie all’avvio dei nuovi piani di forestazione.

Pubblico in crescita, privati in ritirata

Il rapporto segnala una netta espansione degli investimenti pubblici, mentre crollano del 72% le iniziative private legate alla responsabilità sociale d’impresa (CSR), limitate a poco più di 40 mila alberi. Secondo Sandro Scollato, amministratore delegato di AzzeroCO₂, non si tratta di un disimpegno ma di un cambio di strategia: le imprese puntano sempre più su progetti integrati di rigenerazione ambientale e tutela della biodiversità, piuttosto che su singole campagne di piantumazione.

Un investimento che va curato

Il valore medio dei benefici ecosistemici è stimato in oltre 5.000 euro per ettaro all’anno, ma la vera sfida resta la sopravvivenza delle giovani piante in un contesto climatico sempre più difficile. L’Atlante raccomanda piani di manutenzione, irrigazioni di soccorso e un’accurata scelta delle specie in base al territorio per garantire la durata degli impianti.

Come ricorda Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, “piantare alberi è solo il primo passo: serve una gestione attenta e continuativa del verde urbano per rendere le città più resilienti e vivibili”.

Dal 21 al 23 novembre Legambiente rilancerà questo messaggio con la nuova edizione della Festa dell’Albero, che vedrà decine di iniziative in tutta Italia per creare nuovi polmoni verdi contro la crisi climatica.

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