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ISTAT: Rapporto 2026, l’industria italiana sfida i dazi e punta all’export

La 14ª edizione del Rapporto sulla competitività racconta un sistema produttivo resiliente analizzato da 80 indicatori in uno scenario segnato dalle restrizioni commerciali USA
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In un contesto internazionale complesso, l’Istat scatta la fotografia dello stato di salute del comparto industriale nazionale. La 14ª edizione del Rapporto sulla competitività dei settori produttivi, un documento digitale composto da un e-book e da un’appendice statistica diventa la bussola per comprendere come le imprese italiane stiano reagendo alle turbolenze dei mercati.

Il focus di quest’anno non poteva essere che il posizionamento dell’economia italiana di fronte alle recenti restrizioni al commercio imposte dall’amministrazione statunitense. Nonostante le barriere doganali e le tensioni geopolitiche, il Rapporto evidenzia una tenuta del sistema, analizzando nel dettaglio le strategie di adattamento messe in campo dalle imprese della manifattura e dei servizi.

Il valore strategico delle analisi del Rapporto 2026 risiede nella sua appendice statistica per ogni comparto economico è stata elaborata una base dati di 80 indicatori, che in un arco temporale offrono dettagli su:

  • dimensioni aziendali e localizzazione territoriale
  • gestione della forza lavoro interna
  • scambi con l’estero e dinamiche dei gruppi societari

L’Istat ha messo a disposizione anche 39 schede di sintesi, divise tra manifattura e servizi permettono di consultare gli indicatori congiunturali nell’area web sulla competitività. Per gli addetti ai lavori sono disponibili anche i database in formato Excel con serie storiche aggiornate, utili per monitorare la competitività strutturale del Paese.

Il Rapporto non è solo un’analisi retrospettiva, ma un prodotto digitale dinamico, grazie all’integrazione tra registri statistici e dati amministrativi, le informazioni sulla performance delle imprese sono scaricabili e aggiornate e il nuovo approccio permette di osservare “in diretta” come l’Italia stia difendendo le quote di mercato globale, puntando sulla qualità e la diversificazione dei settori strategici.

Fonte: ISTAT

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