Martedì 21 luglio 2026
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ISPRA presenta il Rapporto 2025 sul danno ambientale in Italia

Pubblicata l'analisi 2025 sulle azioni dello Stato per la prevenzione e riparazione del danno ambientale, sotto la lente 120 casi seguiti nel biennio 2023-2024 in collaborazione con il SNPA
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L’ISPRA ha pubblicato l’edizione 2025 del Rapporto “Il danno ambientale in Italia”, un documento che fotografa l’azione dello Stato in sede penale per tutelare il territorio e le risorse naturali. Il lavoro si concentra sull’attività tecnica di supporto fornita da ISPRA e SNPA al Ministero dell’Ambiente, su impulso delle Autorità Giudiziarie e delle Avvocature dello Stato.

L’ambiente nelle aule di giustizia è oggi un bene comune da riparare con urgenza, è quanto emerge dall’edizione 2025 del Rapporto sul danno ambientale presentato dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Il documento scatta una fotografia nitida delle ferite inflitte al territorio analizzando l’azione dello Stato nel biennio 2023-2024.

Il Rapporto non è una semplice statistica, ma il risultato di una sinergia operativa tra il Ministero dell’Ambiente, il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) e le Autorità Giudiziarie. Sotto la lente degli esperti sono finiti 120 casi, analizzati per fornire il supporto tecnico-scientifico fondamentale nelle fasi preliminari dei procedimenti penali.

L’obiettivo è chiaro: trasformare il sospetto di reato in prova scientifica. Le istruttorie, nate su impulso delle Avvocature Distrettuali, hanno mappato la distribuzione territoriale degli illeciti, rivelando una geografia del danno che colpisce l’intera Penisola.

Aria, acqua e suolo: le cicatrici del territorio

L’analisi dell’ISPRA entra nel dettaglio delle “matrici ambientali” colpite, quando il danno viene accertato, le conseguenze sono croniche e sotterranee.

Il Rapporto illustra la distribuzione territoriale dei casi, i reati contestati e gli esiti delle istruttorie tecniche. Nei casi in cui il danno ambientale è accertato, il documento specifica le tipologie di impatto che hanno colpito aria, acqua, suolo e biodiversità.

  • suolo: degradazione e inquinamento chimico che rendono i terreni sterili o pericolosi per la salute.
  • acque e aria: contaminazione dei cicli idrici e alterazione della qualità dell’aria, con impatti diretti sugli ecosistemi urbani e rurali.
  • biodiversità: una minaccia costante a flora e fauna in aree protette, dove il danno all’habitat rischia di essere irreversibile.

Le finalità sono di fornire una base solida per le azioni di prevenzione e riparazione, garantendo che chi inquina non solo venga punito, ma contribuisca al ripristino effettivo dell’ambiente danneggiato.

Fonte: ISPRA

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