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Intesa tra le regioni padane per la salvaguardia del fiume Po

Verrà siglato domani, 29 giugno, l’accordo triennale contro il bracconaggio ittico
giornale dei comuni

Verrà siglato domani, 29 giugno, l’accordo triennale contro il bracconaggio ittico. Il protocollo sarà sottoscritto ad Isola Serafini, l’area fluviale nel Comune di Monticelli d’Ongina in provincia di Piacenza, alla confluenza tra Po e Adda, dalle Regioni Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, insieme all’Autorità di bacino del Po e alle Prefetture di Milano, Torino, Bologna, Venezia. L’iniziativa prevede il controllo capillare del territorio per contrastare la pesca illegale nel primo fiume italiano, nella rete dei suoi affluenti e canali di bonifica.

L’accordo prende spunto dalle azioni di contrasto realizzate nel mantovano tra il 2016 e il 2017, in sinergia tra i corpi di Polizia (statale, provinciale e locale), le guardie giurate ittiche, la Regione e con il coordinamento della Prefettura di Mantova. Il protocollo d’intesa che verrà sottoscritto domani comprenderà le azioni di contrasto immediato e quelle di medio periodo per combattere i reati ambientali sul Po, stabilendo standard di controllo e segnalazione. E’ inoltre  previsto un programma triennale di potenziamento delle dotazioni in uso ai vari corpi di polizia e alle guardie ittiche volontarie, con oneri a carico delle rispettive regioni. A delineare il programma sarà il tavolo di coordinamento costituito presso la Prefettura di  Milano, mentre la regia degli interventi operativi spetterà all’Autorità di bacino del fiume Po.

Nel dibattito sull’iniziativa interviene anche il WWF che però si esprime con accento critico nei confronti della bozza d’intesa appena presentata, che punterebbe alla realizzazione di un parco interregionale senza tuttavia decidere niente sul piano degli interventi. L’accordo infatti non contemplerebbe la tutela della biodiversità dimostrando di essere “un gioco al ribasso rispetto alla tutela di aree dal grandissimo valore ambientale”. Per assicurare la protezione della più grande zona umida italiana per il WWF sarebbe necessario che il Delta del Po diventasse di fatto un Parco nazionale vero e proprio, così da garantire a tutto campo il benessere sostenibile e duraturo per le comunità locali.

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