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Infrastrutture idriche: via allo stralcio attuativo del Piano nazionale, oltre 957 milioni di euro per 75 interventi

Il decreto che adotta lo stralcio del Piano idrico è in Gazzetta Ufficiale, finanziando 75 progetti per combattere la siccità e ridurre le perdite idriche
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Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha dato il via libera al primo stralcio attuativo del Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (PNIISSI), approvando un pacchetto di 75 interventi per un valore complessivo di oltre 957 milioni di euro 957.062.827,86 per l’esattezza).

Il decreto, datato 16 settembre 2025, mira a rafforzare e adeguare le infrastrutture idriche, con un duplice obiettivo: mitigare i danni legati alla siccità e aumentare la resilienza dei sistemi idrici ai cambiamenti climatici, riducendo al contempo le dispersioni di risorsa.

Criteri e risorse

Il finanziamento degli interventi è coperto da risorse già disponibili a legislazione vigente (tra il 2025 e il 2029) e si concentra su tre criteri principali:

  1. Priorità degli interventi: vengono favoriti i progetti inseriti nelle prime due classi di valutazione del Piano.
  2. Livello di progettazione: si dà peso alla documentazione progettuale già disponibile.
  3. Bilanciamento territoriale: un occhio di riguardo è riservato al riparto geografico, con l’obbligo di destinare ai territori del Mezzogiorno un importo complessivo non inferiore al 40% delle risorse allocabili, come previsto dalla normativa sulla coesione.

Impegni per i soggetti attuatori

I soggetti a cui verranno assegnati i fondi (come enti di governo d’ambito e territoriali) sono chiamati a rispettare una serie di impegni stringenti:

  • Tempi e obiettivi: devono raggiungere gli obiettivi di realizzazione degli interventi rispettando i cronoprogrammi stabiliti.
  • Sostenibilità ambientale (DNSH): è cruciale l’obbligo di inserire nella documentazione di gara e nei progetti la verifica di compatibilità con il principio “Do no significant harm” (DNSH), in linea con il sistema di Tassonomia per la finanza sostenibile dell’Unione Europea.
  • Responsabilità esclusiva: i soggetti attuatori si assumono la piena e unica responsabilità sulla corretta e tempestiva esecuzione degli interventi, sia in fase di progettazione sia di realizzazione.
  • Controllo e revoca: il MIT (tramite la Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche) eserciterà funzioni di controllo e audit, anche in loco, e potrà procedere alla revoca dei finanziamenti in caso di inerzia, inadempimento o violazioni accertate.

Il decreto sottolinea inoltre che per gli interventi ammessi a finanziamento limitatamente alla sola progettazione, la richiesta di fondi per le fasi successive (realizzazione) dovrà essere ripresentata in sede di aggiornamento del PNIISSI.

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