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Infanzia digitale, più rischi che benefici: cresce la schiavitù smart

I bambini trascorrono ogni giorno circa 8 ore in media davanti al tablet. Gravi conseguenze sullo sviluppo cognitivo e sulla salute psichica
giornale dei comuni

Bambini e adolescenti sono sempre più vittime di un uso eccessivo e scorretto delle nuove tecnologie: si arriva fino a 8 ore davanti ai tablet, una vera e propria dipendenza che ha conseguenze sullo sviluppo cognitivo, sulla salute psichica (sbalzi di umore e tendenza all’isolamento). Ma anche di tipo più prettamente fisico, soprattutto problemi ortopedici, di postura, di vista e sovrappeso, quest’ultimo causato dalla sedentarietà. Il monito lo lanciano cardiologi e medici internisti italiani, fino a oggi, 19 marzo, riuniti a Napoli per la XIV edizione del Congresso nazionale della Società italiana di prevenzione cardiovascolare (Siprec), presieduta da Bruno Trimarco. “Ogni giorno i bambini passano otto ore al tablet – avvertono gli esperti – per loro è una droga”. Ma anche per gli adulti ossessionati dai dispositivi smart il rischio è alto. “A soffrire di ‘dipendenza da cellulare e Pc’ sono soprattutto le donne – spiega Trimarco -. In alcune persone sono riscontrabili gli stessi sintomi di chi abusi di sigarette o alcolici: crisi di astinenza ed euforia. Basti pensare alle persone che s’incontrano in treno o in metropolitana, quindi per tragitti brevi, compagni di scuola o colleghi di lavoro che invece di parlare si accaniscono sui loro smartphone”.

In Italia – ricordano gli specialisti – l’81% dei tredicenni si collega a internet tutti i giorni. Per il 12% accedere a un social network è la prima attività dopo il risveglio e per il 35% l’ultima prima del sonno. Tra i temi affrontati anche quello relativo alle ‘Nuove dipendenze: segno dei tempi o segno della crisi? Quali segni sul cuore?’, che ha dato anche il nome a una tavola rotonda a cura della dottoressa Grazia Modena, professore ordinario di Cardiologia e componente del Comitato scientifico della Siprec. “Il  71% dei tredicenni si collega alla rete con il proprio telefonino – afferma la cardiologa – e lontano dal controllo dei genitori. Il 46% degli adolescenti passa da 1 a 3 ore al giorno sul web e il 26% supera le 3 ore. Per 6 giovani su 10 Internet è ‘irrinunciabile’ e quasi uno su 4 senza i suoi amici virtuali “si sente solo. Non è tutto – rincara Modena – 88 ragazzi su 100 riconoscono nelle tecnologie la prima causa di comportamenti di abuso, non correlati a sostanze. Una dipendenza, quella da apparecchi tecnologici che, oltre a scatenare alterazioni dell’umore (nell’uso dello strumento si prova un aumento dell’eccitazione o maggiore rilassatezza), è alla base di numerosi rischi per la loro salute”.

Tra questi pericoli – indicano gli esperti – figurano il sovrappeso, causato dalla vita sedentaria, la difficoltà nell’apprendimento scolastico dovuta al poco tempo dedicato allo studio e alla scarsa concentrazione, perché distratti dal gioco, l’isolamento e la tendenza all’introversione. Sempre più i videogiochi, infatti, sostituiscono i rapporti personali e le relazioni sociali. Tocca ai genitori inventare attività e giochi per staccare i loro figli dagli schermi – suggeriscono i cardiologi e gli internisti – anche se proprio i genitori sembrano aver ormai abdicato al loro ruolo di controllo: due su tre non impongono neanche una regola sull’uso di tablet, tv, telefonini e videogiochi.

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