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Indennizzi ai Comuni che ospitano centrali nucleari dismesse

In arrivo 15 milioni di euro
giornale dei comuni

Dopo il pressing dell’Anci, via libera al pagamento delle compensazioni economiche previste per 63 Comuni e 9 ex Province che ospitano centrali nucleari e siti dismessi. Quindici milioni di euro, questa la somma assegnata.
Il Presidente dell’Anci, Antonio Decaro esprime la sua soddisfazione per questo obiettivo finalmente raggiunto, anche se con quattro anni di ritardo.

Con questi soldi, lo Stato riconosce ai territori toccati da un disegno energetico fallito, periodiche compensazioni economiche.
L’Anci nelle settimane scorse si è prodigata per ripristinare il meccanismo che va a beneficio dei bilanci degli Enti locali. Le somme sono previste da una legge del 2003 a titolo di compensazione territoriale per le centrali esistenti sino al definitivo smantellamento. Siamo riusciti a ottenere la ripartizione delle somme – ha detto il presidente De Caro – che spettano a chi accoglie i vecchi impianti nucleari. Il risvolto pratico di questi stanziamenti sta nel fatto che rappresentano la sopravvivenza, la possibilità di pagare stipendi e rate dei mutui. Gli introiti sono posti in bilancio, salvo poi riceverli materialmente. Il Cipe li approva, ma occorreva il nulla osta della Conferenza Stato Regioni, arrivato l’altro giorno. Con un ritardo di quattro anni.

Gli ambientalisti e i comitati territoriali tengono alta l’attenzione sulle scorie. Ce ne sono a Latina, Caorso , Trino Vercellese e Garigliano. Qui la settimana scorsa si è riunito il tavolo della trasparenza sulla dismissione, promosso dalla Regione Campania e dalla Sogin. I lavori di smantellamento sono partiti e continueranno fino al 2026. Tutto si svolge in sicurezza, senza timori per le popolazioni che ormai partecipano alle performance operative. Per settembre sono attesi anche i risultati dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA), che il mese scorso ha verificato il programma di chiusura del ciclo nucleare italiano. A trent’anni dal referendum che sancì l’abolizione del nucleare in Italia, non mancano opinioni favorevoli a sostegno, anche per combattere i cambiamenti climatici e le impennate di Co2.

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