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IMU e piattaforme marine, aggiornati i coefficienti 2026 per i fabbricati del gruppo D

Il Ministero dell’Economia adegua i parametri di calcolo sulla base dei dati ISTAT: interessati gli immobili d’impresa non ancora accatastati
giornale dei comuni

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha aggiornato i coefficienti da utilizzare per il calcolo dell’IMU e dell’imposta immobiliare sulle piattaforme marine (IMPi) per il 2026, con riferimento ai fabbricati classificabili nel gruppo catastale D e non ancora iscritti in catasto.

Il decreto, firmato il 6 marzo 2026 dal direttore generale delle Finanze, interviene sulla determinazione della base imponibile per quegli immobili interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, il cui valore viene calcolato sulla base di specifici coefficienti aggiornati annualmente.

L’adeguamento si è reso necessario per tenere conto dell’andamento dei costi di costruzione, rilevati dall’ISTAT, in particolare per i capannoni industriali. I nuovi parametri si applicheranno quindi alle imposte dovute per l’anno in corso.

Le stesse regole valgono anche per le piattaforme marine destinate all’estrazione di idrocarburi situate entro il mare territoriale, per le quali l’IMPi sostituisce ogni altra imposizione immobiliare locale.

Il provvedimento si inserisce nel quadro della normativa introdotta con la riforma dell’IMU del 2019 e conferma il meccanismo di aggiornamento periodico dei coefficienti, fondamentale per garantire una corretta valutazione fiscale degli immobili d’impresa non ancora accatastati.

Il testo del provvedimento in Gazzetta Ufficiale

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