Lunedì 13 luglio 2026
Lunedì 13 luglio 2026

Società consociata

Home > Comunità e Welfare > Welfare > Il Veneto guarda agli asili nido comunali come priorità per gli autoctoni

Il Veneto guarda agli asili nido comunali come priorità per gli autoctoni

Agevolare nei servizi educativi alla prima infanzia e agli asili nido i figli dei cittadini che dimostrino di avere un reale legame con il territorio in cui vivono. E’ questa la proposta dei tosiani alla Commissione per la sicurezza sociale della Regione Veneto
giornale dei comuni

Una nuova legge regionale del Veneto tesa a modificare le regole di accesso agli asili nido comunali, riservando una sorta prelazione (punteggio supplementare nelle graduatorie secondo quanto già previsto nei bandi di assegnazione degli alloggi popolari) a quanti siano residenti o abbiano vissuto e lavorato in Veneto da almeno quindici anni, nonché ai bambini portatori di disabilità. Il primo sì è arrivato ieri dalla Commissione per la sicurezza sociale della Regione, che ha approvato a larga maggioranza il progetto legislativo presentato dai consiglieri Maurizio Conte e Giovanna Negro. “I cittadini che vivono sul nostro territorio e pagano le tasse da molti anni si vedono scavalcare da persone appena giunte in Italia,  prive di ogni legame con la nostra comunità – ha detto la Negro, presentando il progetto legislativo”. “Così molte famiglie venete che arrivano a malapena a fine mese ed hanno l’esigenza di tenere i figli negli asili anche per poter lavorare, si trovano in difficoltà perché posti liberi in quelli comunali non ce ne sono e quelli privati non sono accessibili a tutti. Questo provvedimento è all’insegna dell’equità e, a parità di condizioni familiari e reddito, intende premiare chi ha contribuito alla crescita del Veneto”. Di parere assolutamente contrario Claudio Sinigaglia del Partito democratico, che ha ribattuto dicendo: “Guardiamo ai fatti. Gli asili veneti accolgono circa 20.000 bambini, dei quali i figli di immigrati rappresentano appena l’8% e questa legge-manifesto riguarda soltanto i nidi pubblici, un quarto del totale rispetto agli asili paritari. I residenti? I disabili? I Comuni provvedono già, è il caso di Padova e di tanti altri, che razza di segnale mandiamo alle coppie giovani intenzionate a trasferirsi nel Veneto?”. Per molti la questione è meramente politica e non porterà a niente di fatto perché la Corte costituzionale ha già bocciato più e più volte il criterio dei 15 anni di residenza.

Articoli Correlati

servizi sociali assistenza welfare anziani

Rette in strutture residenziali, l’indennità di accompagnamento non può incidere sulla compartecipazione comunale

Il Consiglio di Stato ribadisce che le prestazioni assistenziali legate alla disabilità restano escluse dal calcolo della capacità contributiva e che gli enti locali devono garantire criteri coerenti con i...
servizi sociali assistenza welfare anziani

Concorso ATS, approvate ulteriori 107 Convenzioni di sovvenzionamento

L’elenco delle Convenzioni approvate ed i relativi importi è indicato nella Tabella allegata al decreto...
alloggi popolari

Alloggi popolari, la ripartizione dei punteggi per disabilità spetta solo alla legge regionale

Il Tar Sardegna rigetta il ricorso contro un bando comunale: le amministrazioni locali non hanno spazi di discrezionalità e devono applicare in modo rigido i criteri fissati dal legislatore...

ANCI Risponde