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#Giro100, nella verde Umbria la prima cronometro

La decima tappa, da Foligno a Montefalco, è la prima cronometro del Giro d'Italia. I quasi 40 km rappresentano un primo segnale per capire come stanno le gambe
giornale dei comuni

Si è appena conclusa la prima settimana di una Giro d’Italia che sta concedendo emozioni su emozioni; ieri vi è stato il primo acuto di montagna sul Blockhaus che ha sancito la vittoria di uno dei principali favoriti, il colombiano Quintana, che ha lasciato tutti alle spalle, soprattutto il nostro Nibali, l’altro principale favorito della vittoria finale. Per Nibali e i corridori Italiani è ancora un Giro senza vittorie, quasi un record. Oggi giornata di riposo e meditazione per l’intera carovana cercando di recuperare le energie per le rimanenti dodici tappe.

Fino ad oggi è stata sicuramente una corsa molto impegnativa dove l’insidia l’ha fatta da padrone, presente ad ogni angolo. Ma ora comincia il bello, con la prima cronometro che impegnerà i corridori da Foligno a Montefalco per 39,8 km. Quindi la verde Umbria e la zona dei vini, soprattutto il ”Montefalco”, ma questa sarà una cronometro particolare, con i primi 15 km decisamente pianeggianti e con i restanti alle prese con diversi sali e scendi molti insidiosi che metteranno alla prova tutti, non solo i “cronoman”.

Dicevamo della partenza da Foligno, la città dell’olio e del vino, come della resto è l’intera territorio dell’Umbria.

Nata in età preromanica, fondata dagli “Umbri Fulginates”,  poi divenuta “Fulginium romana”. A proposito del periodo dei romani, ad essi si deve l’attuale conformazione della città che ruota attorno ai quattro ponti romani con strade rettilinee che vanno ad incrociarsi perpendicolarmente. Dopo l’età romana ci furono i domini dei Goti e poi dei Longobardi. In età medievale venne annessa al Ducato di Spoleto e poi al Vaticano.

Foligno ebbe un periodo di contrasti con le città confinanti, soprattutto con Perugia. Ed in modo particolare entrò nei contrasti tra Guelfi e Ghibellini.

Attorno al 1400 ebbe un sviluppo particolare legato al legno, alla carta e alla ceramica, tanto che in città vi era una delle Fiere più importanti d’Europa. Questo fervore si perse con il ritorno del potere papale che le diede una seri di limitazioni in chiave oligarchica. Durante la seconda Guerra Mondiale  venne distrutta quasi per intero. In tempi più vicini a noi è stato il terremoto a danneggiare in maniera significativa il centro cittadino. A Foligno arrivano da tutta Italia per la “Giostra della Quintana” e per il fatto di essere al centro del mondo.

L’arrivo di questa cronometro è a Montefalco, il piccolo centro arroccato su una collina che guarda tutta la valle umbra. L’intera economia cittadina gira attorno a vigneti e uliveti. L’olio della zona è di primissimo livello, il vino prodotto, il Sagrantino e il Montefalco rosso, sono conosciuti il tutto il mondo.

La città prende il nome da Federico Di Svevia che, visitando la zona, vide la presenza marcata di falchi, da qui il nome Montefalco. La cittadina venne costruita con delle fortificazioni che permettevano l’entrata grazie a delle porte (Porta Sant’Agostino è la più importante tra tutte) e vedeva la presenza di torri a difesa. Da vedere il complesso della ex chiesa di San Francesco e la chiesa Santuario di Santa Chiara, patrona della città.

Domani a Montefalco ci sarà bisogno di una grande prova per arrivare in fondo al traguardo da vincitori, le gambe dovranno girare per tutto l’arco della cronometro, non solo nella parte pianeggiante. Con la speranza che qualche italiano riesca a lasciare il segno, finalmente, nella vittoria di tappa. Intanto ci si gode la nuova maglia rosa, quella del colombiano Nairo Quintana. Vediamo chi saprà godersi l’ubriacatura di Montefalco…

 

 

 

 

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