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Genova userà il Daspo urbano per risanare il centro storico

Intesa con la Prefettura per delineare l’area in cui vietare gli ingressi
giornale dei comuni

Per i profani: si parla del centro storico di Genova. I luoghi amati, vissuti, cantati da Fabrizio De Andrè, la sua Genova fatta di caruggi e piazzette poco più grandi di un fazzoletto. Piena di colore, dialetti, labirinti, mare e tipi strani. Genova è una città che ispira poesia e fa sognare e riflettere. Ora l’amministrazione comunale punta al rivalorizzazione.

Una sperimentazione del daspo urbano nel centro storico di Genova per “tenere lontani spacciatori e violenti da una zona che deve essere sempre più risanata e fatta conoscere ai turisti”. L’idea è stata lanciata ieri mattina in Prefettura nell’ambito del comitato per l’ ordine e la sicurezza pubblica dall’assessore comunale Stefano Garassino e dal sindaco di Genova Marco Bucci. “L’obiettivo è di usare il Daspo in tutto il centro storico per tenere lontani spacciatori e violenti da una zona che deve essere risanata e fatta conoscere ai turisti” ha spiegato Garassino.

Il daspo urbano, mutuato dalla normativa sugli stadi e contenuto nella legge Minniti sulla sicurezza, prevede la possibilità per i sindaci di vietare per 48 ore l’accesso a una determinata area o porzione di città a chi viola le regole contenute nel regolamento di polizia municipale che dovrà per questo essere modificato.

“Il prefetto ha condiviso con l’amministrazione l’utilità di avviare una sperimentazione del daspo urbano con verifiche trimestrali sui risultati” conferma. Per chi non rispetta il Daspo la legge prevede una sanzione che, se non pagata, consente l’intervento del questore che può a sua volta emettere un Daspo della durata compresa tra sei e dodici mesi.

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