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Eurostat: boom di iscrizioni alla scuola dell’infanzia, raggiunto il 95% dei bambini

I dati Eurostat mostrano una crescita costante nell'ultimo decennio, portando l'Europa a un passo dall'obiettivo fissato per il 2030. La Francia guida la classifica con il 100%, mentre l'insegnamento si conferma un settore trainato dalle donne

L’Europa investe sul futuro partendo dai piccoli. Nel 2024, il 95% dei bambini di età compresa tra i 3 anni e l’inizio dell’obbligo scolastico ha frequentato la scuola dell’infanzia nei paesi dell’Unione Europea. Un dato significativo che certifica un progresso costante: nel 2014, la percentuale si attestava al 91%. Questo balzo in avanti non è solo un successo statistico, ma rappresenta un passo decisivo verso il traguardo stabilito nel quadro strategico dello Spazio europeo dell’istruzione, che punta a raggiungere una quota di partecipazione del 96% entro il 2030. Un’Europa a 2 velocità: il primato francese e i ritardi dell’Est.

Un’Europa a 2 velocità: il primato francese e i ritardi dell’Est

Nonostante il trend comunitario sia positivo, la mappa europea dell’istruzione della prima infanzia mostra differenze tra gli Stati membri:

  • i primi della classe: la Francia guida la classifica con un tasso di partecipazione del 100%, seguita a ruota dal Belgio (98%), e da Lituania e Ungheria al 97%.
  • chi rincorre: all’estremo opposto si registrano i dati più bassi, la Romania si ferma al 76% di bambini iscritti, preceduta dalla Slovacchia (82%) e dalla Repubblica ceca (86%).

Un settore esclusivamente femminile

L’indagine di Eurostat accende i riflettori anche sul personale docente, confermando una tendenza storica: l’educazione della prima infanzia è un settore trainato dalle donne. Nella stragrande maggioranza dei casi, il 95% degli insegnanti della scuola dell’infanzia nell’UE, si tratta di personale femminile.

In alcuni Paesi questa percentuale sfiora la totalità: è il caso di Romania (99,7%), Slovacchia (99,6%) e Ungheria (99,5%). Il divario di genere è meno marcato, nei Paesi Bassi (88%), in Francia (92%) e in Danimarca (92,5%), territori dove la presenza di maestri uomini, minoritaria, trova maggiore spazio.

Fonte: Eurostat

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