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Esiste un diritto al Paesaggio? Il Ministero dell’ambiente dice sì

Presentato il I Rapporto sullo stato delle politiche per il paesaggio dell’Osservatorio nazionale per la qualità.
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Si sono svolti il 25 e il 26 ottobre a Palazzo Altemps a Roma gli Stati Generali del Paesaggio indetti dal Mibact. Una due giorni per approfondire i temi di confronto sullo stato della normativa del paesaggio, anche alla luce delle più recenti riforme intervenute in materia e in relazione al complesso intreccio di competenze tra Stato, Regioni ed Enti locali.

La qualità del paesaggio si riflette direttamente sulla produzione di beni materiali esclusivi e distintivi, ad alto valore aggiunto e difficilmente imitabili, di tipo agro-alimentare, artigianale, industriale e nel settore dei servizi, in particolare quelli turistici. Il territorio e il paesaggio costituiscono, dunque, una risorsa economica di straordinaria importanza. Eppure gli indicatori sul paesaggio Istat e Ispra, partner scientifici degli Stati Generali, hanno evidenziato diverse criticità nella consapevolezza di questi aspetti.

Cosa occorre fare nei prossimi decenni affinché nelle politiche del paesaggio riescano a coesistere armonicamente i due aspetti di bene comune e di risorsa economica? Il paesaggio è una realtà in divenire. Affinché la sua trasformazione abbia carattere positivo e non regressivo, questa deve essere ispirata e orientata da giusti principi.

Favorire progetti sostenibili, contrastare il consumo di suolo, valorizzare i paesaggi e le loro storiche vocazioni, rivitalizzare i borghi, sostenere i processi di rigenerazione urbana delle periferie, guarire le trasformazioni infelici e avere il coraggio di demolire, promuovendo la qualità architettonica e urbanistica degli interventi, richiedono un impegno politico e una visione organica di lungo periodo.

Il paesaggio è l’espressione iconografica delle persone che lo abitano e lo trasformano, è lo specchio della loro cultura e intelligenza: solo la consapevolezza dell’importanza del paesaggio può dunque garantirne la conservazione delle eccellenze, vincendo il degrado e l’abbandono.

Occorre perciò diffondere la cultura del paesaggio, a partire dalla scuola, e promuovere la formazione di specialisti nel settore della conoscenza e della progettazione, sviluppando programmi multidisciplinari destinati ai professionisti del settore pubblico e privato.

“Siamo l’unico Paese che tutela il paesaggio nella Carta costituzionale – ha detto il titolare del Mibact Dario Franceschini – e di questo dobbiamo essere orgogliosi. Gli Stati Generali servono a spiegare che bisogna smettere di sprecare il suolo, che  è necessario tutelare ancora di più il nostro territorio e che lo Stato e le Regioni insieme devono difendere la bellezza del nostro paesaggio, che è un valore assoluto, non solo culturale ma anche economico, perché la bellezza italiana ha un grande valore nel Mondo”.

Nel corso degli Stati Generali è stato anche presentato il I Rapporto sullo stato delle politiche per il paesaggio dell’Osservatorio nazionale per la qualità.

 

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