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Dati pubblici aggregati e anonimizzati: nasce l’Osservatorio strategico dati sulla PDND

Il decreto del Dipartimento per la trasformazione digitale definisce le regole per utilizzare il patrimonio informativo della Pa a supporto delle politiche pubbliche, garantendo anonimizzazione e tutela della privacy.
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Con il decreto del 15 maggio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 159 dell’11 luglio 2026, la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per la trasformazione digitale stabilisce le modalità di messa a disposizione dei dati aggregati e anonimizzati detenuti dalle pubbliche amministrazioni e dagli altri soggetti individuati dall’articolo 2, comma 2, del Codice dell’amministrazione digitale (CAD).

Il provvedimento dà attuazione all’articolo 50-ter, comma 4, del CAD e introduce, all’interno della Piattaforma digitale nazionale dati (PDND), un nuovo strumento dedicato all’analisi e alla valorizzazione del patrimonio informativo pubblico: l’Osservatorio strategico dati.

L’obiettivo è favorire lo sviluppo di politiche pubbliche basate sull’evidenza attraverso l’utilizzo di informazioni aggregate, prive di elementi che consentano l’identificazione delle persone interessate. La nuova infrastruttura sarà separata da quella destinata all’interoperabilità dei sistemi informativi e sarà progettata, realizzata e gestita da PagoPA S.p.A. per conto della Presidenza del Consiglio.

I dati potranno essere richiesti nell’ambito di specifici progetti individuati dal Dipartimento per la trasformazione digitale, anche sulla base delle proposte formulate dalle amministrazioni titolari delle banche dati. Per ciascun progetto dovranno essere definiti finalità, risultati attesi, tipologie di informazioni utilizzate, soggetti coinvolti e misure tecniche necessarie a garantire anonimizzazione e protezione delle informazioni riservate.

Particolare attenzione è riservata alla tutela dei dati personali. I progetti che prevedono trattamenti con rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati dovranno essere comunicati al Garante per la protezione dei dati personali e accompagnati dalla valutazione d’impatto prevista dal Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR).

Il decreto prevede inoltre controlli periodici: ogni sei mesi il Dipartimento per la trasformazione digitale dovrà verificare, anche attraverso controlli a campione, che i dati messi a disposizione dell’Osservatorio non consentano forme di reidentificazione, nemmeno indiretta, degli interessati.

I risultati dei progetti potranno essere restituiti alle amministrazioni titolari delle banche dati per consentire verifiche sulla qualità delle informazioni detenute e saranno messi a disposizione dei soggetti autorizzati al riutilizzo secondo la normativa vigente. Le informazioni aggregate saranno inoltre pubblicate in formato aperto, nel rispetto delle regole sull’accesso e il riutilizzo dei dati pubblici.

Con questa disciplina prende forma un modello nazionale di valorizzazione del patrimonio informativo della pubblica amministrazione, finalizzato a migliorare la capacità di analisi e programmazione delle politiche pubbliche, mantenendo come elemento centrale la protezione dei dati personali e la sicurezza delle informazioni.

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