Martedì 21 luglio 2026
Martedì 21 luglio 2026

Società consociata

Home > Comunità e Welfare > Sport > Cosa c’è dietro l’insorgere della demenza senile nei giocatori professionistici?

Cosa c’è dietro l’insorgere della demenza senile nei giocatori professionistici?

Parte della squadra inglese vincitrice della Coppa del Mondo nel 1966 colpita da problematiche al cervello
giornale dei comuni

Ci sono degli eventi sportivi che rimangono nell’immaginario collettivo come qualcosa di epico. L’avvenimento che diventa mito da tramandare alle generazioni future.

Agli Inglesi è accaduto nel 1966 con la vittoria della Coppa del Mondo, giocata in casa, e celebrata allo stadio di Wembley, davanti a 93mila spettatori, quando sconfisse la tanto “odiata” Germania per 4 a 2 dopo i tempi supplementari.

Un mondiale epico per il narciso inglese, un pochino meno per i colori italiani usciti sconfitti ed eliminati amaramente dalla Corea del Sud.

In questi giorni il mitico mondiale inglese è tornato di nuovo all’attenzione della cronaca. Il motivo non è qualche rievocazione attorno alle gesta degli inglesi, ricorrendo i quaranta anni dell’evento, bensì è legato ad alcuni episodi che hanno colpito alcuni giocatori di allora.

A Martin Peters, Nobby Stiles e Ray Wilson, tre componenti dello squadrone inglese, è stato diagnosticato il morbo di Alzheimer, mentre un altro giocatore, Jeff Astle, è morto per encefalopatia traumatica cronica recentemente.

Di fronte a questi avvenimenti sembrerebbe che la FA, la federazione di calcio inglese, abbia chiesto alla Fifa informazioni riguardo la presenza di demenza senile tra i giocatori professionistici. Qualcosa del genere è uscita ultimamente in America per i giocatori di Football americano affetti da questi problemi fisici.

Questo fenomeno è stato raccontato recentemente anche da Hollywood: è appena uscito il nuovo film di Will Smith, “Concussion“, che sta creando grandi emozioni tra il pubblico americano a fronte di tali problematiche  che, spesso e volentieri, appaiono nascoste all’opinione pubblica e agli stessi giocatori.

In ogni caso c’è la presenza di uno studio dell’Università di Toronto che narra della presenza di traumi cranici che in diversi casi sono degenerati in demenza senile. Il tutto sarebbe causato dalla presenza negli anni 50/60 di palloni troppo pesanti che avrebbero creato dei danni al cervello.

In Inghilterra queste notizie hanno creato sconforto a fronte di un avvenimento storico che è parte narrante dell’orgoglio inglese. Oggi tra gli inglesi vi è la paura che le morti possano essere state causate veramente da queste continue sollecitazioni a cui era soggetto il cervello dopo aver colpito quel tipo di palloni. E proprio per questo chiedono lumi affinché venga raggiunta la verità. Diciamo che tutta la comunità calcistica, non solo quella anglosassone, dovrebbe interrogarsi per capire fino in fondo cosa ci sia dietro a degli eventi così tragici. Ma c’è la volontà di scoprire cosa ci sia dietro?

 

Articoli Correlati

sport bambini centri estivi

Oratori nelle aree fragili, pubblicato il bando da 50 milioni per nuovi spazi sportivi

Al via la selezione dei progetti destinati agli oratori delle zone urbane più svantaggiate. Domande dal 16 luglio al 16 ottobre 2026....
fondo dote famiglia

Fondo Dote Famiglia 2025, aperta la terza finestra di rendicontazione

Dal 1° al 16 luglio 2026 gli enti sportivi possono caricare la documentazione necessaria per l’erogazione del saldo del 30% del contributo. Obbligatorio l’invio del modulo aggiornato di attestazione delle...
sport periferie

Decreto Sport, via libera alle misure urgenti per grandi eventi e impianti

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto-legge che introduce interventi per UEFA Euro 2032, Giochi del Mediterraneo di Taranto, America's Cup Napoli 2027 e sostegno al sistema sportivo...

ANCI Risponde