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Clima: la Conferenza di Parigi linea di demarcazione fra vecchia e nuova economia

L'impegno degli Usa e della Cina è una buona premessa per il cambiamento dei paradigmi produttivi e di consumo
giornale dei comuni

“Parigi sarà la linea di demarcazione tra la vecchia e la nuova economia: l’obiettivo e il faro principale oggi sono il rispetto dell’ambiente; un tema principale che coinvolge le politiche industriali”. Lo dice il ministro Gian Luca Galletti in Aula al Senato parlando della Cop21, la Conferenza mondiale sul clima Onu in corso nella capitale francese. L’accordo che uscirà da Parigi – aggiunge – non sarà più un vincolo economico, ma una grande opportunità, perchè tutti i Paesi vanno verso quella direzione. Da Parigi non si torna più indietro. Sono due gli interventi che mi fanno sperare di più in un accordo positivo della Cop21 – osserva Galletti – uno è quello del presidente Obama, che rappresenta un riconoscimento della responsabilità che quel Paese si assume verso tutto il mondo. L’altro è quello del presidente cinese, con la Cina che annuncia impegni ecologici in cima all’agenda dei prossimi anni. La strada che Parigi sta prendendo è sicuramente positiva, bisogna trasformare queste parole in atti concreti – rileva il ministro – C’è una grande differenza tra le Cop fatte finora e quella attuale, anche per la sensibilità cresciuta nel mondo che, per esempio, si rispecchia nella differenza tra il protocollo di Kyoto (i Paesi rappresentavano il 12% delle emissioni) e quanto sta avvenendo a Parigi (impegni finora da parte di 163 Paesi per il 96% delle emissioni). Una fotografia diversa tra il 1997 e il 2015 che ci dice due cose – prosegue Galletti – che la coscienza ambientale è cresciuta a dismisura, e che oggi c’è una responsabilità da parte di tutti per combattere i cambiamenti climatici”.

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