Martedì 21 luglio 2026
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Chi usa la tecnologia digitale, perché e come influenza il benessere

L’OECD: giovani e donne guidano social e IA, ma l’eccesso di tempo davanti agli schermi e le differenze generazionali richiedono politiche digitali mirate
giornale dei comuni

L’OECD (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha recentemente pubblicato i risultati di un’indagine globale che offre uno sguardo approfondito su come le persone di tutto il mondo interagiscono con la tecnologia digitale e su come questa esperienza influenzi il loro benessere complessivo.

Il Digital Well-being Hub dell’OECD

Per comprendere meglio gli effetti della digitalizzazione sul benessere delle persone, l’OECD Centre on Well-being, Inclusion, Sustainability and Equal Opportunity (WISE), in collaborazione con Cisco, ha lanciato nel 2024 il Digital Well-being Hub, che include un sondaggio globale per esplorare come le persone sperimentano la tecnologia digitale nella loro vita quotidiana. I dati sono stati raccolti tra febbraio e marzo 2025 e offrono nuove prospettive sui comportamenti e le percezioni digitali.

Modelli di Utilizzo: Età, Genere e Geografia

L’indagine rivela che i modelli di coinvolgimento digitale sono determinati da età, genere e geografia. Alcuni dei risultati principali sono molto interessanti. In particolare:

Gli adulti più giovani guidano la maggior parte delle dimensioni di utilizzo. L’uso dei social network è più alto tra i 18-25enni, con le donne più attive degli uomini, specialmente in America Latina (Messico e Brasile);

Il lavoro da remoto raggiunge il picco tra i 26-45 anni, mentre l’uso di dispositivi connessi a Internet è più forte tra i 26-35 anni in India, Brasile e Messico, e più basso in Giappone, Francia e Italia;

L’adozione dell’IA generativa segue una traiettoria simile, con i 18-35enni che guidano l’adozione e le economie emergenti come India, Brasile e Sud Africa in prima linea, mentre Germania, Francia e Italia rimangono caute.

La Preoccupazione del Tempo davanti agli Schermi

Un dato particolarmente allarmante riguarda il tempo trascorso davanti agli schermi: il 38% degli intervistati riferisce più di 5 ore di utilizzo ricreativo giornaliero degli schermi. Questo dato aumenta significativamente in alcuni paesi. Le donne trascorrono leggermente più tempo degli uomini, e i livelli più alti si registrano in Messico (50%), Brasile (48%) e Sud Africa (45%) – ben al di sopra delle raccomandazioni degli esperti di meno di 3 ore per gli adulti.

Percezioni sulla Tecnologia e le Relazioni

Le opinioni sull’impatto della tecnologia digitale variano notevolmente tra generazioni e regioni. Nel complesso, il 39% degli intervistati riferisce che gli strumenti digitali hanno rafforzato le loro relazioni. Questa visione è più diffusa tra gli adulti di età compresa tra 18-45 anni e nelle economie emergenti come India e Brasile. Al contrario, la maggioranza degli adulti di età pari o superiore a 56 anni non condivide questa prospettiva.

Emergono anche differenze di genere: le donne hanno 4 punti percentuali in più di probabilità rispetto agli uomini di riferire un effetto positivo della tecnologia digitale sulle loro relazioni.

Atteggiamenti verso l’Intelligenza Artificiale

Gli atteggiamenti nei confronti dell’IA rispecchiano queste divisioni generazionali. Oltre il 75% degli intervistati sotto i 35 anni considera l’IA generativa utile, con l’entusiasmo più forte nelle economie emergenti dove particolare valore assume in India ed in Brasile. La nuova frontiera dell’Intelligenza Artificiale resta dunque una delle opportunità maggiore per ridurre i gap tecnologici oppure allargarli notevolmente. Anche questa ricerca dimostra che le economie emergenti stanno utilizzando queste tecnologie allargando il divario con le economie più ferme e stanche.

Necessità di Politiche Mirate

I risultati evidenziano che anche lo stato occupazionale, il livello di istruzione e il contesto familiare influenzano il benessere soggettivo, suggerendo che sono necessari programmi mirati di alfabetizzazione digitale, formazione ed educazione, anche per i genitori, oltre alla gestione del tempo davanti agli schermi.

Le diverse esperienze di coinvolgimento digitale delle persone evidenziano la necessità di approcci più mirati e inclusivi al benessere digitale. Le soluzioni standardizzate difficilmente affronteranno le realtà sfumate rivelate dalle esperienze delle persone. Invece, le politiche devono essere contestuali, sensibili alle differenze demografiche e socioeconomiche, e progettate per proteggere le popolazioni vulnerabili consentendo al contempo l’innovazione digitale.

Conclusioni

Questa ricerca dell’OECD rappresenta un passo importante verso la comprensione della complessa relazione tra tecnologia e benessere umano. Mentre la tecnologia digitale offre opportunità senza precedenti di connessione, apprendimento e crescita, pone anche sfide significative che richiedono attenzione politica e sociale. La necessità di ulteriori ricerche per esplorare le influenze cognitive ed emotive dietro il coinvolgimento digitale e gli effetti a lungo termine è chiara e urgente.

Fonte: https://www.oecd.org/en/blogs/2025/12/who-uses-digital-technology-why-they-use-it-and-how-it-shapes-well-being.html

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