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Censis, ora la spesa si fa on-line

Cambiano i tempi, gli strumenti, le esigenze tanto che il consumatore italiano non è più lo stesso. Lo dimostra una ricerca che tratteggia un utente uscito dalla crisi molto cambiato
giornale dei comuni

Cambiano i tempi, gli strumenti, le esigenze tanto che il consumatore italiano non è più lo stesso. A dirlo è una ricerca del Censis che tratteggia un utente uscito dalla crisi molto cambiato. Oggi l’utilizzatore dei consumi è iperinformato, infedele al punto di vendita, va cercando nuovi canali d’acquisto ed è attento non solo al prezzo, ma anche ai prodotti salutisti, etici, biologici. Il 60,3% del campione preso in esame si rivolge alla grande distribuzione per fare la spesa alimentare, ma non è costante nel tornare al punto vendita poiché acquista dove più conviene.

Per quanto riguarda l’abbigliamento e gli accessori la percentuale di coloro che acquistano in Internet cresce, attestandosi al 74,7% per i capi di abbigliamento, calzature e accessori; va poi al 72,2% per l’arredamento della casa; raggiunge, infine, il 70% tra coloro che scelgono prodotti elettronici e telefonia.

Ma non è tutto. Sono 31,7 milioni gli italiani maggiorenni che negli ultimi 12 mesi hanno letto i giudizi riguardanti i prodotti da acquistare sui social network e sui blog per decidere dove fosse meglio orientarsi (10,7 milioni lo fanno regolarmente). Sono 20,4 milioni coloro che hanno pubblicato post su siti web o sui social network con commenti personali o con il racconto delle proprie esperienze relative ai prodotti, alle spese, ai luoghi della grande distribuzione.

E sebbene siano 46,6 milioni i cittadini che ancora effettuano shopping classico guardando le vetrine e recandosi nei negozi, coloro che nel 2016 hanno visto o verificato personalmente un prodotto negli esercizi commerciali ma poi lo hanno acquistato on-line sono stati 30,5 milioni. Quelli che hanno ordinato prodotti attraverso Internet ed in seguito li hanno ritirati presso un punto vendita sono invece 19,6 milioni. Gli italiani che si sono fatti consegnare la spesa a casa dopo averla ordinata per telefono o sul web  sono 14,4 milioni. Tutti indicatori di una combinazione fisico-virtuale che fa saltare gli schemi e  le mura dei negozi, potenziando le facoltà individuali di valutazione e di scelta.

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