L’Italia si allinea alle direttive comunitarie sul ciclo di vita delle batterie. Il decreto legislativo 10 febbraio 2026, n. 29, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, stabilisce le norme per l’adeguamento del sistema nazionale al regolamento (UE) 2023/1542, introducendo un assetto più rigoroso per la gestione di pile e accumulatori.
Il provvedimento definisce le competenze operative: il Ministero delle Imprese e del Made in Italy agisce come autorità di notifica per gli organismi di valutazione della conformità, mentre il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica gestisce la vigilanza di mercato e le politiche sui rifiuti. Per supportare queste attività, viene istituito il tavolo nazionale batterie, un organismo consultivo che coinvolge istituzioni, enti di ricerca e rappresentanti delle categorie produttive e dei consumatori.
Tra le novità principali figurano obiettivi di raccolta più ambiziosi: per le batterie portatili, la soglia fissata è del 63% entro il 2027, con un incremento al 73% entro il 2030. Analoga progressione è prevista per i mezzi di trasporto leggeri, che dovranno raggiungere il 51% entro il 2028 e il 61% entro il 2031.
Per garantire la tracciabilità e la trasparenza, il decreto riorganizza il registro dei produttori, che diventa parte integrante del sistema nazionale, e definisce obblighi di “dovere di diligenza” per gli operatori economici, supportati da linee guida ministeriali per facilitare l’adeguamento tecnico e operativo delle imprese.
Il testo completo pubblicato in Gazzetta Ufficiale