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Banda ultralarga, al via il bando da 700 milioni per colmare il digital divide

Gestito da Invitalia nell’ambito del PNRR, il Fondo nazionale per la connettività punta a portare reti gigabit anche nelle aree meno servite
giornale dei comuni

Parte il bando da oltre 700 milioni di euro per il Fondo Nazionale per la Connettività, lo strumento destinato a rafforzare le infrastrutture di rete a banda ultralarga in Italia. La gestione operativa è affidata a Invitalia, in qualità di soggetto attuatore, sulla base dell’accordo con il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio e in attuazione della decisione del Consiglio ECOFIN del novembre 2025.

L’intervento rientra tra le misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, all’interno della Missione 1 dedicata alla digitalizzazione, con l’obiettivo di stimolare gli investimenti privati nel settore delle telecomunicazioni e accelerare la diffusione di reti fisse ad alte prestazioni con capacità gigabit.

Il piano è articolato in sette lotti geografici e mira a intervenire nelle aree dove il mercato non riesce a garantire adeguati livelli di connettività. In particolare, il perimetro riguarda circa 1,8 milioni di civici individuati attraverso le attività di mappatura di Infratel Italia, per assicurare l’accesso a servizi digitali avanzati anche nei territori meno serviti.

Il bando prevede contributi pubblici fino al 70% delle spese ammissibili per la realizzazione delle infrastrutture. I progetti dovranno garantire, nelle ore di picco, velocità di almeno 1 Gbit/s in download e 200 Mbit/s in upload.

Possono partecipare operatori economici del settore, sia singolarmente sia in forma aggregata, presentando proposte coerenti con i requisiti tecnici ed economico-finanziari previsti. Le domande dovranno essere inviate esclusivamente tramite la piattaforma telematica di Invitalia entro le ore 15 dell’11 maggio 2026.

Secondo il sottosegretario all’Innovazione tecnologica Alessio Butti, il Fondo rappresenta un intervento decisivo per superare ritardi e frammentazione ereditati, con l’obiettivo di ridurre i divari territoriali e garantire una connettività più diffusa a cittadini e imprese.

Maggiori informazioni nella nota del Dipartimento per la Trasformazione Digitale

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