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Asti: SOS donna, percorsi attivi contro la violenza alle donne

Il servizio di corrispondenza online costituisce una delle azioni approvate dal Consiglio regionale del Piemonte per questa seconda edizione del progetto
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Il servizio di corrispondenza online, gratuito, è decollato a giugno, anche per far fronte ai disagi conseguenti al lockdown, e costituisce una delle azioni approvate dal Consiglio regionale del Piemonte per questa seconda edizione del progetto, che finora ha dato risposta a oltre trenta persone. Molte le giovani che pongono quesiti, mentre tra i problemi che emergono c’è quello dei maltrattamenti familiari, motivo ispiratore di SOS donna, il progetto dell’Associazione culturale Agar che aiuta le vittime di violenza e che ha nel sito web uno dei suoi punti di forza.

Adesso si levano le prime voci maschili. Conferma il dottor Pellegrino Delfino, psicologo e psicoterapeuta: “Anche uomini, sì, uomini mi hanno scritto. Chi calpestato da un padre violento, chi desideroso di un nuovo modulo d’approccio con la partner”.

E le donne che, in forma epistolare, chiedono aiuto all’esperto quali disagi rappresentano?
“Dirò subito – spiega Delfino – che la varietà è esuberante. Donne accorate per l’amore imperscrutabilmente perduto e immerse in un torrente di sensi di colpa, donne che riattivano ricordi traumatici sepolti, prive della forza di elaborarne il lutto (ritorno perenne del rimosso), donne rifiutate dal padre o dalla madre o, peggio, da entrambi. Una ragazza sofferente e al contempo indignata per la rigidità dei genitori che non le permettono di amare chi non appartiene alla loro stessa religione”.

Altri casi: “C’è chi poi percepisce con forte apprensione la realtà come mistificazione ad opera dei mass-media e di manipolazione della psiche, basita di fronte al cosiddetto ‘sesso mediatico’ (ha compagne sedicenni che filmano porno). Adolescenti alla ricerca della propria identità, ricerca affannata con strali d’angoscia acuta. Donne – prosegue lo psicologo – che rinunciano agli aspetti sereni e fecondi del vivere, perseguendo, a causa di una ‘coazione a ripetere’, l’infelicità a oltranza, ossia andando alla ricerca coatta di attitudini e comportamenti che confermino un loro tratto caratteriale disturbante e profondo, anziché falsificarlo. Donne pesantemente maltrattate dai loro partner ai quali sono emotivamente attaccate, ancora incapaci di schiudersi all’autonomia e a lasciarli”.

“Perfino psicologhe, insultate e minacciate dai conviventi delle loro pazienti – annota il dottor Delfino – nel momento in cui queste ultime, grazie alla psicoterapia, mostrano i denti o solo il bisogno di liberarsi dall’asservimento dei loro partner-abusanti”. E poi: “Una settantatreenne che cerca disperatamente l’elemosina di un gesto d’amore del figlio”.

“Quel che accomuna la maggior parte delle lettere inviatemi – indica l’esperto – è una sofferenza a dismisura che le scriventi hanno voluto condividere con me. Ed è solo una piccola porzione! Augurabile che la situazione storico-sociale e culturale che stiamo attraversando dilati il più possibile l’opportunità di confrontarci nel Bene e nel Male con le donne (tenute storicamente sempre in-exergo) sì ché il Bene si moltiplichi e il Male si riduca, almeno un po’”.

Chi desidera mettersi in contatto con “Lettere allo psicologo” può utilizzare il seguente indirizzo mail: psicologo@sos-donna.it.

Intanto anche l’ANCI Piemonte ha riconfermato la propria adesione a SOS donna per il 2020-2021.

 

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