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Arriva la legge per il made in Italy doc: il bollino si legge con lo smartphone

Ok della Camera, ora il testo passa al Senato, più garanzie per i consumatori
giornale dei comuni

Ogni prodotto made in Italy potrà essere tracciato con un’etichetta da leggere via smartphone che ci dirà come è stato realizzato, da dove proviene la materia prima, in quale luogo è stato fabbricato e da chi. La vera novità, tuttavia, è che riguarderà non solo le prelibatezze dell’agroalimentare nostrano, ma anche abbigliamento, calzature, cosmetici, piccola pelletteria, farmaci, occhialeria, ricambi d’auto, gioielli e bigiotteria, parti meccaniche, valvole e chi più ne ha più ne metta. I prodotti, alimentari e non solo, dovranno essere tutti identificabili con un apposito codice, a garanzia dei consumatori e dei produttori: lo prevede il testo unico approvato dall’Aula della Camera con lo scopo di migliorare l’accesso alle informazioni che consentano la tracciabilità dei prodotti, così da promuovere il diritto all’informazione dei consumatori e tutelarne gli interessi e la salute. Il testo, che è stato approvato a Montecitorio con la sola astensione di M5S e senza voti contrari ed ora passa al Senato, prevede l’introduzione di sistemi di tracciabilità mediante l’uso di codici non replicabili, finanziati grazie a degli appositi contributi. Si tratta di un “sistema volontario di autenticazione e di tracciabilità dei prodotti”, che consenta al consumatore di conoscere l’effettiva origine dei beni che acquista attraverso adeguate informazioni sulla qualità e sulla provenienza dei componenti, delle materie prime, sul processo di lavorazione delle merci e dei prodotti intermedi e finiti.
Queste informazioni saranno collegate a un codice identificativo non replicabile, che conterrà riferimenti, riscontrabili anche per via telematica, ai dati del produttore, dell’ente certificatore della filiera del prodotto, dei distributori che fornisce il sistema di codici identificativi, nonché l’elencazione di ogni fase di lavorazione. Il codice, spiega la relatrice Caterina Bini (Pd) “consisterà in un segno unico e non riproducibile, ottimizzato per il sistema mobile e le sue future evoluzioni e per le applicazioni per smartphone e tablet e i loro futuri sviluppi tecnologici”. Dando vita ad un sistema di tracciabilità con tre peculiarità: “consente a tutti i cittadini un’informazione puntuale, trasparente e dettagliata sui prodotti, evita contraffazioni e frodi e consente alle imprese di garantire la qualità dei prodotti e dei materiali attraverso un sistema in grado potenzialmente di promuoverne la diffusione sui mercati globali”. I contributi possono essere attribuiti a micro, piccole e medie imprese, a distretti produttivi, a forme aggregative di imprese, quali consorzi, anche in forma di società, a raggruppamenti temporanei di impresa, a contratti di rete, alle start-up innovative, nonché a imprese agricole e della pesca, fino ad una quota pari a 20 milioni di euro. Previste poi delle sanzioni: sarà punito in base all’articolo 517 del codice penale, che sanziona il diritto di vendita dei prodotti industriali con segni mendaci, “chiunque appone a prodotti destinati al commercio i codici di cui alla presente legge, che contengano riferimenti non corrispondenti al vero, ovvero pone in vendita o mette altrimenti in circolazione i medesimi prodotti”.

 

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