Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha disposto una riduzione temporanea delle accise sui carburanti per compensare l’aumento del gettito IVA dovuto al rialzo del prezzo internazionale del petrolio.
Il provvedimento, adottato con decreto del 18 marzo 2026 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si basa sulle norme che consentono di intervenire sulle aliquote quando l’aumento del greggio genera maggiori entrate fiscali indirette. In particolare, nel periodo compreso tra il 1° e il 28 febbraio 2026 si sono verificate le condizioni previste dalla legge per attivare questo meccanismo di compensazione.
La misura entra in vigore dal giorno della pubblicazione del decreto e resta valida fino al quinto giorno successivo. In questo arco temporale, le accise vengono rideterminate nelle seguenti misure: 622,90 euro per mille litri sia per benzina sia per gasolio usato come carburante, e 242,77 euro per mille chilogrammi per il GPL.
La riduzione comporta minori entrate per lo Stato, stimate in 27,3 milioni di euro, che vengono però compensate utilizzando parte del maggior gettito IVA registrato nello stesso periodo, pari a 30,2 milioni di euro.
L’intervento si inserisce nel quadro degli strumenti previsti per attenuare gli effetti delle oscillazioni dei prezzi energetici sui consumatori, intervenendo in modo mirato e per un periodo limitato.