Martedì 21 luglio 2026
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A Milano il consenso per la donazione degli organi si comunica all’anagrafe

L'iniziativa si inserisce nell'ambito dell'adesione del comune di Milano al Protocollo d'Intesa 'Donare gli organi: una scelta in Comune'
giornale dei comuni

I cittadini milanesi maggiorenni potranno dare il loro consenso o diniego alla donazione di organi e tessuti al momento del rilascio o del rinnovo della carta di identità presso l’ufficio anagrafe che ne invierà una copia telematicamente al Sistema informativo trapianti per consentire la registrazione entro 24 ore. Ogni cittadino potrà modificare la propria volontà in qualsiasi momento con una dichiarazione successiva presso il proprio distretto Asl. L’iniziativa del Comune di Milano, in vigore a partire dall’11 gennaio, è stata presentata ieri mattina a Palazzo Marino dagli assessori alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino e al Commercio Franco D’Alfonso. Al momento del rilascio del documento di identità presso tutti gli sportelli anagrafici, i cittadini avranno la facoltà di sottoscrivere un modulo che indica le proprie volontà. L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’adesione del comune di Milano al protocollo d’Intesa, dal nome ‘Donare gli organi: una scelta in Comune’, tra Regione Lombardia e Centro nazionale per i Trapianti, Federsanità-Anci, Anci Lombardia, Aido e Nitp. «Aiutiamo chi aiuta – ha commentato Majorino – filo di tante iniziative che stiamo sviluppando in questi mesi». Anche l’assessore Franco D’Alfonso ha detto che questa iniziativa «è all’altezza di tutte le risposte civili date dalla città di Milano». Secondo Giuseppe Piccolo, responsabile Centro di riferimento trapianti Regione Lombardia «uno dei motivi delle mancate donazioni di organi è l’incertezza dei familiari sulle volontà del loro congiunto». Secondo Piccolo «il 2015 si è chiuso con un ulteriore incremento dell’attività di donazione e di trapianto, con più di 250 donazioni di organi in Lombardia e più di 800 trapianti. In questo contesto Milano – conclude Piccolo – contribuisce in modo rilevante al programma regionale, con il 20 per cento di donazioni e il 50 per cento dei trapianti».

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